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Introduzione
Il 15 marzo 2024 l’Arcivescovo di San Antonio ha annunciato una serie di provvedimenti che stava adottando contro la Missione della Divina Misericordia (MDM) e i suoi membri, guidati da molti anni da Padre John Mary Foster. I membri della Missione non desiderano accrescere la polemica con l’arcidiocesi in questa situazione, che è dolorosa per tutti noi. Vi sono tuttavia alcuni chiarimenti che riteniamo necessari per dissipare alcune inesattezze, tanto più che le comunicazioni dell’Arcivescovo sono state diffuse così ampiamente.
La presente dichiarazione è uno sforzo per chiarire tali inesattezze.
Il nucleo di questa risposta è stato redatto entro poche settimane dalla lettera dell’Arcivescovo, poiché volevamo dare una risposta tempestiva. Ma diverse circostanze, tra cui nuove comunicazioni dell’Arcivescovo e la promulgazione da parte del Vaticano di nuove norme per la valutazione di presunti fenomeni soprannaturali, ne hanno ritardato la pubblicazione fino ad ora.
Nonostante il ritardo, crediamo che questa dichiarazione aiuterà chiunque la legga in buona fede ad avere una migliore comprensione della nostra situazione.
Nel pubblicare questa dichiarazione, chiediamo che lo Spirito Santo ci guidi tutti nella carità, nell’umiltà e nella pazienza.
Sebbene vi siano diversi punti nella lettera dell’Arcivescovo che temiamo possano generare confusione e malintesi senza qualche chiarimento, è il discernimento e la valutazione dei Messaggi da parte dell’Arcivescovo che, a nostro avviso, sono stati riferiti nella sua lettera nel modo più inesatto e che rischiano maggiormente di distorcere nel modo più ingiusto la comprensione del pubblico. Di conseguenza, a tale questione sarà data priorità nella presente dichiarazione, compresa la presentazione di una cronologia in appendice per maggiore chiarezza.1
1. Discernimento e valutazione dei Messaggi da parte dell’Arcivescovo
Una descrizione inesatta
Nel suo annuncio l’Arcivescovo ha dichiarato:
L’unica condizione che io abbia mai chiesto alla MDM – al fine di prevenire qualsiasi malinteso e un possibile scandalo – era di astenersi dal pubblicare qualsiasi presunto messaggio profetico finché non fossero stati esaminati per accertare che non fossero nocivi al popolo di Dio. Questa condizione era intesa a proteggere i fedeli, poiché i presunti scritti profetici comprendono molte affermazioni scandalose e falsi insegnamenti. Fino a tempi recentissimi, i membri della Missione della Divina Misericordia sono stati obbedienti alla mia richiesta.
Da questa dichiarazione una persona ragionevole concluderebbe verosimilmente che l’Arcivescovo avesse valutato attentamente un certo numero di Messaggi fin dall’inizio e che, avendovi trovato «molte affermazioni scandalose e falsi insegnamenti», avesse chiesto alla Missione della Divina Misericordia di astenersi dal pubblicarli.
Tale conclusione è però inesatta, per le tre ragioni seguenti:
- La Missione della Divina Misericordia ha presentato una relazione tempestiva e dettagliata sul carisma profetico e sui Messaggi di cui alcuni dei suoi membri facevano esperienza.
- L’arcidiocesi non ha mai compiuto un discernimento serio e tempestivo dei Messaggi ricevuti. A tutt’oggi non ha mai condotto un’audizione formale sotto giuramento di Suor Amapola.
- L’arcidiocesi non ha mai neppure menzionato né accennato a «molte [o alcune] affermazioni scandalose e falsi insegnamenti» nei Messaggi prima della loro pubblicazione di quest’anno.
Esaminiamo ciascuno di questi punti più in dettaglio.2
Una comunicazione tempestiva e dettagliata da parte della Missione della Divina Misericordia
- Entro pochi mesi dalla ricezione dei primi Messaggi da parte di Suor Amapola, la Missione della Divina Misericordia ne ha informato l’Arcivescovo, ha preso parte a un incontro per discuterne (7 aprile 2017) e in quell’incontro ne ha fornito numerosi esempi.3
- La maggior parte del tempo dell’incontro è stata destinata dall’Arcivescovo alla discussione di altri argomenti. Quando si è passati ai Messaggi, egli ha ricevuto cortesemente le copie preparate per lui, ma non ha espresso alcun interesse a riceverne altre. Ha dichiarato che i Messaggi non dovevano essere pubblicati, e non è andato oltre.
- Nel 2018 la Missione della Divina Misericordia ha ricevuto il questionario della Visita dell’arcidiocesi, che copriva un’ampia gamma di argomenti, dalla formazione alle finanze.4 In risposta a una sezione di domande, abbiamo presentato una storia dell’importanza del carisma profetico per la Missione e molti altri esempi dei Messaggi, per un totale di oltre 280 pagine nella sola relazione della Visita. Oltre a circa 28 pagine di informazioni aggiuntive fornite in altre occasioni.
L’assenza di un processo di discernimento da parte dei Vescovi
Se Dio parla profeticamente attraverso qualcuno, è certamente importante discernerlo e ascoltare ciò che Dio sta dicendo. Allo stesso modo, se qualcuno afferma falsamente di ricevere messaggi profetici, è importante discernere anche questo. Quando i presunti messaggi vengono ricevuti all’interno di un apostolato consolidato dell’arcidiocesi, il cui superiore è un sacerdote di una certa esperienza in queste materie e che ha discernuto in via provvisoria che i messaggi appaiono autentici, non spettava forse all’arcidiocesi e all’Ordinario del luogo avviare un discernimento e una valutazione seri dei messaggi e del messaggero? Purtroppo ciò non è avvenuto – e non è avvenuto affatto.
- L’Arcivescovo García-Siller: mai, nei sette anni successivi, l’Arcivescovo ha chiesto un incontro con Padre John Mary, o con un qualsiasi membro della Comunità della Missione della Divina Misericordia, per avere con lui una discussione significativa e di discernimento sui Messaggi, nonostante la loro importanza centrale per la vita e l’apostolato della Comunità. Tale importanza era stata resa chiara dalla Missione della Divina Misericordia nella relazione della Visita.
- I Vescovi ausiliari Michael Boulette e Gary Janak: Padre John Mary ha sollevato la questione dei Messaggi in diverse occasioni con il Vescovo ausiliare Boulette e una volta con il Vescovo ausiliare Janak. Nessuno dei due Vescovi si è offerto di impegnarsi con Padre John Mary in un discernimento serio del significato e dell’autenticità dei Messaggi. Il Vescovo ausiliare Boulette ha dichiarato di non vedere «nulla» nei Messaggi che fosse contrario alla fede e ai costumi, ma neppure gli sembravano di origine soprannaturale. Ha ribadito questo punto di recente, in un incontro del 1º febbraio 2024 tra i membri della Missione della Divina Misericordia e i tre Vescovi. Non ha mai fornito alcuna spiegazione dettagliata, verbale o scritta, delle sue conclusioni. Il Vescovo ausiliare Janak si è limitato a dire che qualsiasi discussione sui Messaggi era una questione da trattare con l’Arcivescovo.
- Nessuna audizione di Suor Amapola o delle persone a lei vicine: in sette anni e fino ad oggi non vi è stato alcun tentativo di ascoltare Suor Amapola in merito ai Messaggi che ha ricevuto, né alcuno che la conoscesse bene – familiari, amici o membri della Comunità – che potesse offrire elementi sul suo carattere.
- Un disinteresse sconcertante: i Vescovi sono uomini molto impegnati, gravati da numerose questioni e preoccupazioni di peso. È comprensibile che non possano semplicemente lasciar cadere tutte quelle preoccupazioni ogni volta che una persona si presenta a loro affermando di aver ricevuto una rivelazione privata. Ma in questo caso, riguardo ai Messaggi, come si è notato sopra, la richiesta veniva da uno dei sacerdoti dell’Arcivescovo stesso, un sacerdote con decenni di esperienza, e da membri preoccupati di un apostolato che aveva servito fedelmente nell’arcidiocesi per molti anni. Non sarebbe stato ragionevole dare a una simile richiesta maggior peso e una considerazione più attenta? All’incontro del 1º febbraio 2024 all’Arcivescovo e ai suoi ausiliari è stato chiesto se avessero mai incaricato qualcuno di valutare attentamente i Messaggi. Hanno riconosciuto che, nonostante il trascorrere di sette anni, non l’avevano fatto.
Nessun contenuto problematico
Qualsiasi impressione che la Missione della Divina Misericordia fosse a conoscenza – o che avesse ricevuto una qualche chiara comunicazione, nei sette anni precedenti la situazione attuale – del fatto che l’Arcivescovo ritenesse che questi Messaggi contenessero «affermazioni scandalose o falsi insegnamenti» è semplicemente errata e non è confermata dai fatti. Riteniamo che sia stato inesatto e assai poco utile che la lettera dell’Arcivescovo lasciasse intendere il contrario.
- 29 febbraio 2024: l’Arcivescovo García-Siller ha convocato Padre John Mary a un incontro che si è tenuto il giorno dopo la pubblicazione del primo Messaggio. È la prima volta che l’Arcivescovo fa riferimento a «materiale scandaloso» nei Messaggi.
- Ripetiamo: nei quasi sette anni da quando l’Arcivescovo Gustavo era venuto a conoscenza dei Messaggi e prima dell’incontro del 29 febbraio 2024 dell’Arcivescovo con Padre John Mary, non vi sono state dichiarazioni verbali e, soprattutto, non vi sono state dichiarazioni scritte che affermassero che i Messaggi contenessero «messaggi scandalosi o falsi insegnamenti».
- Come si è ricordato sopra, il Vescovo ausiliare Boulette ha detto più volte, e ancora nell’incontro del 1º febbraio 2024 tra i membri della Missione della Divina Misericordia e i tre Vescovi, che non vedeva nulla nei Messaggi di contrario alla fede e ai costumi.
- Nel corso di quei sette anni, l’unica indicazione significativa data dall’Arcivescovo riguardo ai Messaggi è stata, senza che egli facesse riferimento ad alcuna norma in materia, di non pubblicarli.
- Ciò mette in luce un paradosso apparente: in diverse occasioni i tre Vescovi hanno espresso sostegno e ammirazione per l’opera apostolica della Missione della Divina Misericordia, in particolare per i suoi ritiri Incontro con Gesù, e hanno anche incoraggiato la Missione a diventare un’associazione pubblica di fedeli, il che avrebbe accresciuto sensibilmente il profilo e la rilevanza della Missione all’interno dell’arcidiocesi.
- È difficile vedere come le azioni sopra descritte si concilino con Vescovi che sarebbero stati profondamente preoccupati per «messaggi scandalosi e falsi insegnamenti» presenti nei Messaggi nel corso di questi ultimi sette anni. Se tale preoccupazione fosse esistita, si presumerebbe che avrebbero compiuto uno o tutti i passi seguenti molto prima che fossero emanati i decreti del 15 marzo 2024: 1. avviare un’indagine approfondita sui Messaggi e sulle persone che li ricevevano; 2. sospendere gli sforzi volti a far diventare la Missione della Divina Misericordia un’associazione pubblica di fedeli fino al completamento di tale indagine e delle sue conclusioni; 3. mettere pubblicamente in guardia i fedeli riguardo alla partecipazione alle attività apostoliche presso la Missione, a motivo di preoccupazioni oggettivamente riscontrate all’interno dei Messaggi.
- Il fatto che nulla di simile a uno di questi passi sia avvenuto prima dei recenti decreti indica un’assenza di preoccupazione da parte dei Vescovi nel corso di questi ultimi sette anni, che contrasta con le dichiarazioni fatte nella [lettera] dell’Arcivescovo
Dunque, ancora una volta: abbiamo presentato tempestivamente i Messaggi ai Vescovi. Essi non li hanno discernuti in modo adeguato. Non ci hanno avvertiti di alcun materiale falso e scandaloso in essi contenuto prima della situazione attuale.
Dobbiamo obbedire a Dio
Nonostante la mancanza di impegno pastorale e di discernimento da parte dell’Arcivescovo riguardo ai Messaggi, la Missione della Divina Misericordia si è astenuta per sette anni dal pubblicarli.5
La decisione di pubblicare finalmente i Messaggi e di presentarli chiaramente come aventi origine divina, a partire dal primo Messaggio del 28 febbraio, è stata presa NON perché i membri della Comunità si fossero stancati di accogliere la richiesta dell’Arcivescovo, ma perché in coscienza credevano che Dio ora chiedesse loro di farlo, e che l’obbedienza a Dio debba venire prima di tutto.
2. Descrizione inesatta di un’interazione chiave tra l’Arcivescovo e Padre John Mary
La lettera dell’Arcivescovo ha sbagliato la data di un incontro chiave tra Padre John Mary e lui, collocandolo un giorno prima della pubblicazione del secondo Messaggio anziché cinque giorni prima. Purtroppo questo errore potrebbe facilmente lasciare l’impressione che Padre John Mary abbia agito in modo brusco e irrispettoso pubblicando il secondo Messaggio immediatamente dopo quell’incontro e senza alcuna ulteriore comunicazione con l’Arcivescovo.
Nella lettera dell’Arcivescovo si legge:
Il 28 febbraio 2024 il reverendo Foster ha pubblicato un presunto messaggio profetico proveniente da un membro della comunità MDM. Ho contattato il reverendo Foster lo stesso giorno e gli ho chiesto di rimuovere il post dal sito web. Il 5 marzo 2024 ho incontrato il reverendo Foster per più di un’ora, pregando insieme e discutendo dei falsi insegnamenti contenuti nel post e del giuramento di fedeltà del reverendo Foster alla Chiesa e del suo dovere di obbedienza verso di me, giuramento e dovere che egli ha riaffermato ogni anno durante la Messa crismale fin dalla sua incardinazione nel 2009. Il giorno seguente il reverendo Foster ha pubblicato un secondo presunto messaggio profetico.
Ecco un resoconto più chiaro di quel processo:
- Il 28 febbraio l’Arcivescovo ha convocato Padre John Mary a un incontro il giorno seguente, 29 febbraio.
- All’incontro, dopo aver ascoltato gli inviti dell’Arcivescovo, Padre John Mary gli ha detto che avrebbe avuto bisogno di pregarci sopra e di discuterne con la sua Comunità.
- Nei giorni seguenti l’Arcivescovo e Padre John Mary hanno avuto diverse comunicazioni per messaggio, per telefono e per posta elettronica.
- Infine, poiché l’Arcivescovo aveva chiesto una risposta chiara entro lunedì 4 marzo, Padre John Mary gli ha inviato quel giorno la seguente email:
Caro Arcivescovo,
Da quando ci siamo incontrati giovedì scorso, non ho avuto la possibilità di consultarmi adeguatamente con il nostro canonista, a causa dei suoi viaggi, del fine settimana, ecc. Ma lei ha chiesto una risposta per oggi, e desidero quindi ottemperare.
Ancora una volta la ringrazio per il suo sforzo di venirmi incontro fraternamente e di pregare con me durante il nostro incontro a tu per tu della settimana scorsa. Ho potuto percepire il suo dolore intenso in quell’incontro. Tutto questo processo è stato straziante anche per me.
Dopo un discernimento nella preghiera con la nostra piccola comunità, crediamo di essere chiamati a continuare a pubblicare i messaggi che crediamo Dio ci stia dando per il bene dei Suoi Figli.
Ci rincresce profondamente il dolore che questo le causerà, e il modo in cui sarà percepito. Lo facciamo per il desiderio di obbedire a Dio e di servire la Sua Chiesa.
Qualunque sia la sua risposta a questa decisione, continuo a credere che lei abbia una parte del tutto speciale nel piano di Dio per la nostra piccola missione. E voglio che sappia che qui è sempre il benvenuto.
Nonostante questa questione che vediamo in modo così diverso, sappiamo che lei ama nostro Signore e Sua Madre, come li amiamo noi. E preghiamo che lo Spirito Santo risolva tutto questo nel tempo di Dio e nel Suo modo.
Nella Sua Misericordia,
Padre John Mary«Gesù, confidiamo in Te.»
- Non vi è stato alcun incontro il 5 marzo.
- Il 6 marzo il secondo Messaggio è stato pubblicato, non in fretta né per mancanza di rispetto, ma, come affermava l’email di Padre John Mary, perché la Missione della Divina Misericordia credeva che il Signore lo stesse chiedendo loro.
Una lettura equa degli eventi e delle comunicazioni realmente avvenuti in questo periodo dipinge un quadro diverso dal resoconto contenuto nella lettera dell’Arcivescovo. Ancora una volta, non si tratta soltanto di aver sbagliato date chiave o di aver omesso comunicazioni chiave, per quanto significativi siano tali errori e omissioni, ma dell’impressione errata che ne è nata di un Padre John Mary noncurante e irrispettoso verso l’Arcivescovo. Come la cronologia rende chiaro, tra l’incontro del 29 febbraio e la pubblicazione del 6 marzo vi è stato un intervallo considerevole di preghiera e di ulteriori comunicazioni. E come l’email di Padre John Mary rende chiaro, per quanto egli ritenesse necessarie le azioni della Missione della Divina Misericordia, si rammaricava molto di ogni dolore che questa situazione causava all’Arcivescovo e gli ribadiva il proprio rispetto e la propria ammirazione.
È interessante notare che nel decreto dell’Arcivescovo del 9 aprile 2024, che respinge la richiesta della Missione della Divina Misericordia di revocare i decreti originari del 15 marzo, è dato un resoconto più esatto di questi eventi; in particolare vi è riportata la data corretta dell’incontro chiave, il 29 febbraio. Dunque, a un certo punto l’errore è stato riconosciuto. Ma questo decreto, per quanto possiamo accertare, non è stato reso pubblico al momento in cui scriviamo. Né vi è stata alcuna espressione pubblica (o privata) di scuse o di rammarico per questi errori e per le impressioni errate create in una lettera che è stata ampiamente comunicata al pubblico.
Per la maggior parte del pubblico, senza dubbio, questi errori e queste impressioni restano la comprensione dominante della situazione, ed è cosa deplorevole. In definitiva, la guarigione e la riconciliazione saranno servite da una maggiore chiarezza, non da una minore.
3. Gli inizi del ministero della Missione della Divina Misericordia nell’arcidiocesi
Nella lettera dell’Arcivescovo si legge: «Dal 2009 la Missione della Divina Misericordia ha offerto ritiri, ministero sacramentale e un ambiente di pace per i fedeli di Dio».
Ciò trascura il fatto che i membri della Missione della Divina Misericordia sono arrivati nell’arcidiocesi nel 2001 e che, con l’approvazione dell’allora Arcivescovo Flores e sotto la guida di Monsignor O’Callaghan nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a New Braunfels, hanno quasi subito iniziato un’opera apostolica, che comprendeva la celebrazione di una Messa regolare in parrocchia, la predicazione di ritiri, la guida di Ore Sante, conferenze spirituali e lo sviluppo della pastorale dei giovani adulti e di quella giovanile. Una volta acquisita la proprietà della Missione, il centro dell’opera apostolica ha cominciato a spostarsi in quel luogo, specialmente con le Messe del fine settimana e con lo svolgimento dei ritiri Incontro con Gesù. L’opera è proseguita sotto l’autorità e con l’approvazione dell’Arcivescovo Gomez, che ha iniziato il suo mandato nel 2004.
Per correttezza verso l’Arcivescovo García-Siller, egli forse assume il 2009 come data perché è allora che l’Arcivescovo Gomez ha approvato gli statuti della Missione della Divina Misericordia e l’ha eretta in associazione privata con personalità giuridica, rispetto al suo precedente status di semplice associazione privata.
Resta comunque il fatto che la Missione della Divina Misericordia offre ritiri e ministero sacramentale con l’approvazione di Arcivescovi successivi dal 2001.
4. Dimensioni e crescita della Missione della Divina Misericordia
Nell’elenco dei membri della Comunità consacrata della Missione della Divina Misericordia fatto dall’Arcivescovo, egli ha omesso di menzionare due membri: Susannah Smith, che vive come laica consacrata e con la Comunità dal 2019, e Raymundo, membro associato dal 2018.
Non ha inoltre rilevato che il ramo laicale della Missione della Divina Misericordia, gli Amici Christi, è cresciuto fino a oltre 100 membri dai suoi inizi. Il loro processo di formazione dura quasi quattro anni. Questo ramo laicale è particolarmente importante perché, quando la Missione si stava formando e riceveva i consigli del Vescovo Joseph Galante, esperto di comunità religiose, egli disse alla Comunità che essa aveva più il carattere di un movimento della Chiesa che quello di una comunità religiosa tradizionale. Nella comprensione che ne ha la Chiesa, i movimenti tendono a costruirsi attorno a un’appartenenza a prevalenza laicale, con un nucleo di membri religiosi. La Missione ha continuato a seguire questo senso di essere un movimento, e gli Amici Christi sono stati molto importanti per la sua identità e sono un frutto significativo del suo apostolato.
L’Associazione Betania aggiunge ulteriore contesto a questa comprensione della Missione della Divina Misericordia come movimento. I membri dell’Associazione Betania sono quelle persone che esprimono il desiderio di essere amici della Missione e ci contattano per entrare a far parte dell’associazione. Vi sono membri di Betania che vivono in tutto il paese e in altri paesi. Gli iscritti attuali sono oltre 3400 e crescono in modo significativo.
Ciò detto, l’Arcivescovo ha ragione nel rilevare che il nucleo della comunità religiosa non ha avuto la crescita che ci si sarebbe potuti attendere e sperare. Ma è importante sapere che il Signore ha indicato da tempo alla Comunità che durante la “fase nascosta” della sua vita la sua crescita sarebbe rimasta esigua, e che solo in questa nuova “fase pubblica”, con la diffusione dei Messaggi, avrebbero cominciato a giungere più vocazioni. Questo è sempre apparso sensato alla Comunità, perché prima che essa potesse parlare apertamente del carattere pieno della Missione della Divina Misericordia, e soprattutto del ruolo cruciale che vi svolge il carisma profetico, era molto difficile per i possibili candidati comprendere davvero il carisma e la vocazione della Missione.
Questo fatto getta luce anche sull’attuale rilievo dei membri della stessa famiglia nella Comunità della Missione della Divina Misericordia, sul quale l’Arcivescovo ha richiamato l’attenzione nella sua lettera. Nel 1993, a Monterrey, in Messico, quando Padre John Mary fu avvicinato per la prima volta dalle due donne che cominciarono a condividere con lui le locuzioni che ricevevano, tra le persone con cui ne parlò vi furono i membri della sua famiglia. Essi furono perciò tra le poche persone che, durante la fase nascosta, ebbero una comprensione molto più piena del carisma e della vocazione della Missione, e che seppero, per esempio, dei Messaggi e della Riconquista che essi annunciavano. Così la fede nella Missione e la disponibilità a fare i sacrifici che essa richiedeva venivano loro spesso più facilmente. Come ha detto Padre John Mary: «Grazie a Dio per i membri della mia famiglia. Pochi altri, in questi anni nascosti, avrebbero potuto accettare questo cammino esigente».
Conclusione
Non è mai stata nostra intenzione essere polemici con l’Arcivescovo o con i suoi Vescovi ausiliari.
Crediamo tuttavia che tutti concordino sul fatto che avere la comprensione più chiara ed esatta di questa situazione difficile serve a tutti noi nella ricerca di seguire la volontà di Dio e di trovare una soluzione giusta e caritatevole.
Questa risposta, e la cronologia che l’accompagna in appendice, è uno sforzo per offrire una maggiore comprensione ai fedeli in generale. A questo fine, in futuro sarà pubblicata ulteriore documentazione chiarificatrice.
Che la nostra Madre Santissima ci aiuti a crescere nella fiducia in Nostro Signore Gesù, l’Unico che può guidare la Sua Chiesa attraverso queste acque tempestose.
APPENDICE
Cronologia degli eventi, delle interazioni e delle comunicazioni rilevanti tra la Missione della Divina Misericordia e l’arcidiocesi riguardo ai Messaggi
Per offrire al pubblico una migliore comprensione della storia e del contesto riguardanti i Messaggi e la risposta dell’Arcivescovo ad essi, ecco una cronologia di quando i Messaggi hanno cominciato a manifestarsi e degli eventi successivi rilevanti per le interazioni della Missione della Divina Misericordia con l’Arcivescovo e i suoi due ausiliari, il Vescovo Michael Boulette e il Vescovo Gary Janak, a questo riguardo. Abbiamo fatto del nostro meglio per essere esatti ed equi in questa esposizione. Qualora l’Arcivescovo o i Vescovi avessero riserve su qualche elemento della storia qui presentata, accoglieremmo volentieri il loro contributo.
2016
12 dicembre 2016 – Primo Messaggio ricevuto da Suor Amapola.
- Suor Amapola riceve un Messaggio di Nostra Signora riguardante un’intenzione di preghiera personale.
- Entro poche settimane da quel Messaggio ne riceve un altro, e poi comincia a riceverne di frequente, non solo da Nostra Signora, ma anche da Nostro Signore.
- Riferisce tutto questo a Padre John Mary, che giunge a discernere che i Messaggi sono autentici.
2017
12 febbraio – Fratel Mikael riceve un Messaggio
- Fratel Mikael riceve un Messaggio di Nostra Signora mentre presta servizio a un Incontro con Gesù. È il primo di molti Messaggi simili che comincia a ricevere nei mesi seguenti. Discernendoli, Padre John Mary giunge a credere che siano autentici.
7 aprile 2017 – Primo incontro con l’Arcivescovo.
- L’incontro è richiesto da Padre John Mary espressamente per discutere dei Messaggi.
- La maggior parte dell’incontro consiste nell’Arcivescovo che discute di altri argomenti riguardanti la Missione della Divina Misericordia, ad esempio il suo status canonico e la possibilità che diventi un’associazione pubblica di fedeli.
- Quando Padre John Mary solleva la questione dei Messaggi e presenta all’Arcivescovo un Messaggio molto amorevole di Nostra Signora, oltre a una selezione di altri Messaggi, l’Arcivescovo li riceve cortesemente, ma non esprime alcun interesse a ricevere altri Messaggi e dichiara che i Messaggi non devono essere condivisi pubblicamente.
- Per quasi un anno non vi sono ulteriori comunicazioni da parte dell’Arcivescovo riguardo ai Messaggi e, in modo significativo, nessuna dichiarazione che i Messaggi contengano «affermazioni scandalose o falsi insegnamenti».
2018
12 febbraio – Processo di Visita avviato dal Vescovo ausiliare Michael Boulette
- Il Vescovo ausiliare Boulette informa Padre John Mary, in un incontro, che l’Arcivescovo vuole che sia condotta una Visita presso la Missione della Divina Misericordia.
- Tra gli argomenti trattati, il Vescovo ausiliare Boulette, che sembra sempre parlare con franchezza, rileva di aver letto la selezione di Messaggi fornita all’Arcivescovo dalla Missione della Divina Misericordia. A proposito di un Messaggio in cui il Signore parla della costruzione del Teocalli, il santuario all’aperto sulla collina del Tepeyac, il Vescovo ausiliare Boulette appare divertito e scettico sul fatto che Nostro Signore entri in un tale dettaglio, ma per il resto non sembra né preoccupato che i Messaggi siano contrari alla fede e ai costumi né particolarmente convinto che siano di origine divina.
- Una lettera successiva del Vescovo ausiliare Boulette precisa che la Visita comprenderebbe una valutazione completa e approfondita della Missione della Divina Misericordia, dagli statuti che la governano e dalle pratiche di formazione fino alle sue finanze.
- La lettera tratta anche specificamente dei Messaggi: chiede di vederne altri esempi, solleva la questione del loro ruolo nella guida della Missione della Divina Misericordia, rileva che era necessario un discernimento molto maggiore su di essi e dichiara espressamente: «L’Arcivescovo proibisce chiaramente, e da questo momento, ogni pubblicazione di tali messaggi o ogni indicazione che tali messaggi siano ricevuti direttamente e debbano essere comunicati dal vostro gruppo, in quanto tali». Questa lettera iniziale è l’unica volta in cui l’arcidiocesi chiede maggiori informazioni sui Messaggi, nell’ambito di un elenco completo di domande sulla Missione.
5 aprile – Consegnato il primo volume della risposta alla Visita
- La risposta della Missione della Divina Misericordia alle domande di Visita del Vescovo ausiliare Boulette consiste di due volumi. Il primo, di circa 380 pagine (per la maggior parte documenti allegati), tratta principalmente questioni riguardanti gli statuti, il governo, la storia e le questioni legali e finanziarie della Missione. I Messaggi e l’importanza del carisma profetico non sono trattati in modo sostanziale in questo volume. Il Vescovo ausiliare Boulette avrebbe poi espresso il suo apprezzamento per quanto questo e il secondo volume fossero completi e ben fatti.
12 aprile – Il Vescovo ausiliare Boulette visita la Missione
- Il Vescovo ausiliare Boulette celebra alla Missione una Messa feriale aperta al pubblico.
- La visita, cordiale a detta di tutti, comprende una lunga conversazione privata con Padre John Mary e un pranzo con la Comunità.
21 settembre – Consegnato il secondo volume della risposta alla Visita
- Il secondo volume (461 pagine) offre, tra le altre cose, una storia dettagliata di come il carisma profetico fosse stato centrale per il ministero sacerdotale di Padre John Mary a partire dai primi anni Novanta, e successivamente per l’intera Comunità della Missione della Divina Misericordia.
- La relazione comprende anche una selezione di un certo numero di Messaggi ricevuti da Suor Amapola, fratel Mikael e Padre John Mary.6
- Padre John Mary spera che questo resoconto segni una nuova fase nel discernimento e nella comprensione, da parte dell’Arcivescovo, del ruolo del carisma profetico per la Missione della Divina Misericordia, e nella sua disponibilità a considerare i Messaggi con maggiore attenzione, anche aprendosi alla possibilità della loro autenticità.
2019
- L’anno passa senza alcun commento da parte dei Vescovi sulla parte della relazione della Visita dedicata ai Messaggi, né alcun ulteriore discernimento dei Vescovi riguardo ai Messaggi. In modo significativo, non vi è alcuna dichiarazione che i Messaggi contengano «affermazioni scandalose o falsi insegnamenti».
2020
13 febbraio – Incontro con il Vescovo ausiliare Boulette, Lori Peery, Padre John Mary e Peter Roderique
- Seguito della Visita, questo incontro, convocato dal Vescovo ausiliare Boulette e con la presenza di Lori Peery come nuova vicecancelliera arcidiocesana, verte principalmente sulla proposta arcidiocesana che la Missione della Divina Misericordia muti il suo status di associazione privata di fedeli in quello di associazione pubblica di fedeli.
- A un certo punto Padre John Mary solleva la questione del carisma profetico e dei Messaggi. Il Vescovo ausiliare Boulette dice di aver letto la maggior parte dei Messaggi aggiuntivi forniti nella relazione della Visita. Non sembra vedervi alcun problema, ma non ritiene neppure che aggiungessero qualcosa di nuovo o di notevole né che venissero necessariamente da Dio.
5 marzo – Visita di Lori Peery, nuova vicecancelliera arcidiocesana
- Peery assiste alla Messa, visita la Missione e pranza con la Comunità.
- Durante un’amichevole conversazione a pranzo si parla del carisma profetico della Missione della Divina Misericordia e delle esperienze di locuzioni di alcuni membri della Comunità. La signora Peery non esprime alcuna questione di preoccupazione riguardo alle locuzioni.
2020-2023: un lungo e silenzioso intervallo
- Dopo la visita di Lori Peery del 5 marzo, e con l’inizio della situazione del Covid, non abbiamo alcun contatto significativo da parte dei Vescovi o dell’arcidiocesi riguardo ai Messaggi per più di tre anni. Attendevamo una qualche risposta alle nostre lunghe relazioni, che essi avevano richiesto e alle quali avevamo dedicato molto tempo.
2023
17 maggio – Padre John Mary incontra il Vescovo ausiliare Boulette alla conferenza del clero
- Durante un incontro estemporaneo con Padre John Mary, il Vescovo ausiliare Boulette rileva che l’arcidiocesi non ha ricevuto la relazione finanziaria in corso dalla Missione della Divina Misericordia, e inoltre che la Missione non ha compiuto i passi necessari per avanzare nel suo cammino verso la condizione di congregazione religiosa. Padre John Mary rimane sconcertato, poiché credeva che la Missione avesse fatto la sua parte e fosse in attesa di una risposta dell’arcidiocesi. Risulta che il Vescovo ausiliare Boulette era in errore riguardo alla relazione finanziaria: la Missione l’aveva presentata in tempo utile, ma l’ufficio arcidiocesano competente non gliel’aveva trasmessa.
- Il significato più ampio dell’incontro è che esso rilancia i contatti tra la Missione della Divina Misericordia e l’arcidiocesi, in particolare con una successiva visita del Vescovo ausiliare Gary Janak.
29 giugno – Prima visita alla Missione del nuovo Vescovo ausiliare, Gary Janak
- Il Vescovo ausiliare Janak fissa una visita per «conoscere» la Missione della Divina Misericordia, accompagnato da Lori Peery. Durante la visita toccano una serie di argomenti e dicono di aver sentito molte cose buone sull’Incontro con Gesù. Il tono della visita è molto amichevole e positivo.
- Quando Padre John Mary solleva l’argomento dei Messaggi, il Vescovo ausiliare Janak rifiuta di discuterne, dicendo che è un argomento di competenza dell’Arcivescovo.
1º dicembre – Il Vescovo ausiliare Janak chiede un incontro tra la Missione della Divina Misericordia e i tre Vescovi
- L’ordine del giorno prevede vari argomenti, tra cui il governo e gli statuti della Missione della Divina Misericordia, la sua missione e i suoi membri, e la situazione dei suoi beni.
- L’email del Vescovo elogia l’impatto della Missione della Divina Misericordia nell’arcidiocesi: «Riconosco l’impatto positivo che questo apostolato ha nell’arcidiocesi e ci occorre tempo per esaminarlo».
- Informata che l’arcidiocesi sarà rappresentata da due canonisti e da un avvocato civilista, la Missione della Divina Misericordia incarica un canonista perché la aiuti a prepararsi a questo importante incontro e la assista durante il medesimo.
2024
1º febbraio – Incontro con i tre Vescovi
- Presenti all’incontro per l’arcidiocesi sono l’Arcivescovo García-Siller, il Vescovo ausiliare Boulette e il Vescovo ausiliare Janak, oltre alla vicecancelliera Lori Peery e a Isaac Huron, consulente legale arcidiocesano. Padre John Mary, Madre Magdalene, fratel Mikael, Suor Amapola e Peter Roderique rappresentano la Missione, accompagnati dal loro canonista e dal loro avvocato civilista.
- L’incontro copre una vasta gamma di argomenti, ma le principali preoccupazioni espresse dai Vescovi sono: interrogativi sullo status canonico presente e futuro della Missione della Divina Misericordia, la mancanza di crescita nelle vocazioni, il numero sproporzionato di membri della stessa famiglia e quello che ad alcuni partecipanti è sembrato il più importante degli argomenti da trattare agli occhi dell’Arcivescovo e dei suoi ausiliari: la destinazione dei beni della Missione, ove ciò si rendesse necessario. È stato persino dichiarato che la Missione «non aveva bisogno» della proprietà adiacente che un caro amico e membro degli Amici Christi aveva recentemente donato.
- Poco spazio è dato alla discussione dei Messaggi, ma per quel poco che c’è, non vi è alcuna dichiarazione che i Messaggi contengano «affermazioni scandalose o falsi insegnamenti».
- Al termine dell’incontro Padre John Mary consegna a ciascuno dei Vescovi la copia di un Messaggio del Signore rivolto specificamente a loro tre, che Suor Amapola aveva ricevuto proprio la notte precedente, e poi i membri della Comunità si ritirano. Nel Messaggio, tra molte altre parole del Signore, vi sono queste: «Lupi, vestiti da pecore, siedono sui troni dei Miei Apostoli – perfino sul seggio del Mio Pietro».
2 febbraio – Email dal Vescovo ausiliare Janak
- Nella prima comunicazione dei Vescovi dopo l’incontro del 1º febbraio, il Vescovo ausiliare Janak invia per email a Padre John Mary un messaggio riguardante gli sforzi per giungere a chiarezza sullo status canonico della Missione della Divina Misericordia.
- In modo sorprendente, non vi è alcun riferimento al Messaggio consegnato ai Vescovi né alcuna espressione di preoccupazione al riguardo.
9 febbraio – Email dal Vescovo ausiliare Janak
- L’email incoraggia Padre John Mary negli sforzi della Missione della Divina Misericordia, all’annunciato incontro pubblico del 10 febbraio dopo la Messa, per dissipare ogni voce su possibili azioni ostili dell’arcidiocesi contro la Missione.
- L’email esprime anche elogi per la Missione della Divina Misericordia e il desiderio di rafforzare il suo ruolo nell’arcidiocesi.
- Ancora una volta – e ormai a più di una settimana dall’incontro con i Vescovi – non vi è alcun riferimento al Messaggio consegnato ai tre Vescovi né alcuna espressione di preoccupazione al riguardo.
11 febbraio – Incontro con il pubblico dopo la Messa
- Oltre a riferire sull’incontro con i Vescovi, Padre John Mary parla pubblicamente per la prima volta del fatto che Suor Amapola riceve Messaggi da Nostro Signore e dalla Madre Santissima, decisione presa dopo un lungo periodo di discernimento e molta preghiera.
28 febbraio – Pubblicato il primo Messaggio
- Un Messaggio intitolato “Una Chiamata a Tutti i Figli di Dio” diventa il primo Messaggio a essere reso pubblico. È diffuso contemporaneamente sul sito web della Missione della Divina Misericordia e su Lifesite News, insieme a un’intervista di John-Henry Westen di Lifesite News a Padre John Mary. Quella mattina Padre John Mary invia anche un’email ai tre Vescovi, per informarli di tutto questo.
- L’Arcivescovo telefona e chiede che Padre John Mary venga a un incontro il giorno seguente.
29 febbraio – Padre John Mary incontra l’Arcivescovo presso la Cancelleria
- L’Arcivescovo chiede che la Missione della Divina Misericordia rimuova l’intervista di Lifesite e il Messaggio entro lunedì, e cessi ogni ulteriore pubblicazione di Messaggi.
- L’Arcivescovo, riferendosi apparentemente all’espressione «Lupi, vestiti da pecore…» del Messaggio del 1º febbraio ai tre Vescovi, dice che i Messaggi hanno un contenuto falso e scandaloso e non devono essere pubblicati.
- Si noti che questa è la prima volta in sette anni che l’Arcivescovo esprime una qualsiasi obiezione specifica sul contenuto dei Messaggi. Non abbiamo però ancora ricevuto alcuna spiegazione scritta di ciò che sarebbe «falso» e «scandaloso».
1º marzo – 14 marzo: scambi in corso
- Nel corso di questo periodo viene scambiata una serie di comunicazioni tra l’Arcivescovo e Padre John Mary, spesso sotto forma di brevi messaggi di testo o telefonate. (Di questo periodo si tratta anche sopra, nella sezione “Descrizione inesatta di un’interazione chiave tra l’Arcivescovo e Padre John Mary”.) L’Arcivescovo continua a chiedere che la Missione della Divina Misericordia rimuova dal suo sito web tutti i Messaggi pubblicati e cessi di pubblicarne altri, e avverte di sanzioni canoniche qualora le sue richieste restassero inascoltate. Padre John Mary esprime il suo apprezzamento per questi sforzi paterni di risolvere la questione. Ma dopo la preghiera e la consultazione con la sua Comunità, Padre John Mary informa l’Arcivescovo che egli e la sua Comunità credono che il Signore stia chiedendo loro di continuare a pubblicare i Messaggi, cosa che procedono a fare.
- È anche in questo periodo, il 12 marzo, che la Missione pubblica la sua dichiarazione “Dobbiamo obbedire a Dio”, un ampio sforzo di spiegare le ragioni e le circostanze che hanno portato alla sua decisione di pubblicare i Messaggi, mettendo tra l’altro in luce la crisi senza precedenti che la Chiesa stava attraversando.
15 marzo – I decreti dell’Arcivescovo consegnati da Padre John Mefridge
- L’Arcivescovo emana una serie di decreti che revocano a Padre John Mary le facoltà di celebrare la Messa e di predicare presso la Missione o di celebrarvi altri sacramenti, ad esempio la Confessione, e che sciolgono lo status della Missione della Divina Misericordia come associazione privata e come apostolato cattolico dell’arcidiocesi.
- Insieme ai decreti, l’Arcivescovo emette una dichiarazione pubblica in cui spiega perché adotta questo provvedimento, e che cita passi della dichiarazione della Missione “Dobbiamo obbedire a Dio” che rimandano a uno dei Messaggi in cui si parla dell’«usurpatore».
- In una serie di dichiarazioni e di azioni, la Missione della Divina Misericordia rende chiaro che, data la situazione straordinaria nella Chiesa, essa crede che per obbedienza a Dio debba:
- continuare a celebrare la Messa presso la Missione;
- continuare a pubblicare i Messaggi;
- continuare ad accogliere i visitatori presso la Missione.
25 marzo – La Missione della Divina Misericordia chiede la revoca dei decreti dell’Arcivescovo
- La Missione della Divina Misericordia presenta le formali richieste canoniche che l’Arcivescovo revochi i suoi decreti del 15 marzo, esponendo i nostri motivi canonici per ritenerli ingiusti.
9 aprile – L’Arcivescovo nega la revoca7
- L’Arcivescovo García-Siller emana tre decreti che respingono tutte le richieste della Missione della Divina Misericordia di revoca dei decreti del 15 marzo.
Note
- Le altre principali questioni che destano preoccupazione sono:
- la descrizione inesatta di un’interazione chiave tra l’Arcivescovo e Padre John Mary;
- la datazione errata degli inizi del ministero della Missione della Divina Misericordia nell’arcidiocesi;
- l’incomprensione delle dimensioni e della crescita della Missione della Divina Misericordia.
Queste questioni sono trattate più avanti nella presente risposta. ↑
- La comprensione più piena di questi punti si può ottenere leggendo la cronologia dettagliata delle interazioni tra l’arcidiocesi e la Missione della Divina Misericordia riguardo ai Messaggi, che si trova in appendice alla presente dichiarazione. Riteniamo che la cronologia sia molto utile per farsi un quadro più chiaro di questo processo, ma l’abbiamo collocata in appendice per evitare di rendere troppo lunga questa dichiarazione. La dichiarazione stessa riassume le principali risultanze della cronologia. ↑
- In questo incontro furono anche condivisi alcuni Messaggi ricevuti da fratel Mikael. Diversi anni prima della prima esperienza di Suor Amapola di ricevere Messaggi, fratel Mikael aveva avuto la propria esperienza di percepire che il Signore gli parlava – per lo più semplici Messaggi di incoraggiamento nei momenti difficili – ma quell’esperienza era sembrata venir meno, ed egli non la ricercò. Non molto tempo dopo l’inizio dell’esperienza di Suor Amapola, fratel Mikael percepì di nuovo il Signore che gli parlava, ma ora ricevendo Messaggi destinati non solo a lui, ma spesso a essere condivisi. Come per Suor Amapola, alcuni Messaggi sono destinati a essere condivisi con una sola persona, altri con un gruppo particolare, ad esempio la Comunità o gli Amici Christi, e altri con tutto il popolo di Dio. Negli ultimi anni fratel Mikael ha smesso di ricevere Messaggi, mentre Suor Amapola continua a riceverne. La Comunità crede che molti dei Messaggi che egli ha ricevuto siano destinati a essere condivisi a un certo punto durante la Riconquista, ma che il Signore indicherà quando. Poiché i suoi Messaggi non sono stati resi pubblici e non hanno fatto parte dell’attuale controversia, la nostra risposta si concentra sui Messaggi ricevuti da Suor Amapola. ↑
- La Visita (visita canonica) è il termine che designa il diritto e il dovere che ogni superiore ecclesiastico ha di visitare ed esaminare formalmente le persone e le istituzioni soggette alla sua giurisdizione, come ritiene opportuno, allo scopo di assicurarne il buon funzionamento e il fedele servizio alla Chiesa. ↑
- Nelle conversazioni che Padre John Mary ebbe con il Vescovo ausiliare Boulette il 14 e il 15 febbraio 2018 per email e per telefono, il Vescovo Boulette accettò la sua proposta di estrarre da un messaggio un passo non controverso e di rielaborarlo in modo che non fosse presentato come un messaggio profetico, ma come un semplice insegnamento spirituale o una meditazione della Missione della Divina Misericordia. Questa è dunque la prassi che abbiamo seguito in alcune delle nostre newsletter e nelle meditazioni inviate per email il venerdì. ↑
- Alcuni anni prima che Suor Amapola e fratel Mikael cominciassero a ricevere Messaggi, anche Padre John Mary ricevette alcuni Messaggi da Nostro Signore. Secondo il suo stesso racconto, i Messaggi tendevano a essere brevi, rivolti a lui piuttosto che ai fedeli in generale (spesso semplici parole di incoraggiamento per Padre John Mary nei momenti difficili), e si verificarono in un periodo relativamente limitato. ↑
- Successivamente a questa data vi sono state ulteriori interazioni e comunicazioni tra l’arcidiocesi e la Missione della Divina Misericordia. Tuttavia, poiché la presente dichiarazione risponde specificamente alla lettera dell’Arcivescovo del 15 marzo, tali questioni non sono qui trattate. ↑