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Dobbiamo obbedire a Dio

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12 marzo 2024

Padre John Mary affronta la questione dell’obbedienza a Dio contrapposta all’obbedienza all’uomo.

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Risorse sulla crisi (in inglese)

Sappiamo che molti sono preoccupati che la Missione della Divina Misericordia sia disobbediente al nostro Arcivescovo pubblicando questi Messaggi. E che la nostra “disobbedienza” screditi questi Messaggi.

È una preoccupazione del tutto legittima.

La domanda fondamentale è: stiamo obbedendo a Dio?

Dobbiamo sempre obbedire a Dio. E normalmente dobbiamo obbedire alle autorità umane legittime – ma soltanto nei casi in cui le autorità umane agiscono in accordo con la legge di Dio. Vi sono occasioni, come la Chiesa ha chiaramente insegnato, in cui siamo chiamati a obbedire a Dio anche se questo comporta disobbedire alle autorità umane.1 Ne vediamo molti esempi nella vita di Nostro Signore stesso, come diremo più avanti.

La nostra situazione è una di quelle occasioni?

Facciamo tre affermazioni che a molti potranno apparire sconvolgenti:

  1. Che questi Messaggi vengono da Dio. Sono Messaggi profetici.
  2. Che la Chiesa sta affrontando una crisi estrema, al di là di qualunque altra abbia affrontato in passato, perché, come dice un Messaggio che abbiamo pubblicato di recente, «l’usurpatore [è seduto] sul seggio del Mio Pietro – colui che sta compiendo il Grande Tradimento».2 Questa crisi estrema esige misure estreme.
  3. Data questa crisi estrema, obbediamo a Dio pubblicando questi messaggi, anche senza il permesso del nostro Arcivescovo.

Esaminiamo più attentamente questi tre punti.

Prima di procedere oltre, vogliamo dire che non siamo né teologi, né canonisti, né storici della Chiesa. Ma non lo erano nemmeno i profeti né gli Apostoli.3 Ci incoraggia il fatto che Nostro Signore stesso abbia reso grazie a Suo Padre per aver rivelato ai piccoli ciò che aveva nascosto ai sapienti e ai dotti.4 Questo, dunque, non è un trattato, ma il nostro tentativo di spiegare il ragionamento che, dopo molta preghiera e molto studio, ci ha condotti a prendere questa decisione.

Ora, i tre punti.

1. Messaggi da Dio

Crediamo che Dio stesso stia rivelando questi Messaggi a un membro della nostra comunità, attraverso ciò che si chiama locuzione interiore, nella quale una persona percepisce interiormente parole distinte. È una grazia di profezia e, come dice la Scrittura, «nessuna profezia è mai venuta per impulso di uomo, ma uomini mossi dallo Spirito Santo hanno parlato da parte di Dio» (2 Pt 1, 21).

Comprendiamo che per molti questa affermazione sarà difficile da credere. Come abbiamo detto nell’introduzione che abbiamo pubblicato insieme alla diffusione del primo Messaggio,5 non possiamo dimostrare che questi Messaggi vengano da Dio; ma così è stato spesso anche per i Suoi profeti.

Ma se questi messaggi sono veri, ne seguono due conclusioni fondamentali.

Primo: che ciò che è espresso nei Messaggi non si fonda su opinioni o prove umane, ma sulla rivelazione speciale di Dio.6

Secondo: che la missione di proclamarla viene direttamente da Dio. Nella profezia è Dio stesso a scegliere il Suo messaggero e a dargli la missione di condividerla. L’autorità viene direttamente da Dio.

Ve ne sono molti esempi nell’Antico Testamento, quando i profeti dovettero denunciare la corruzione dei pastori d’Israele: i re e i sacerdoti. Per esempio, quando il Signore dice a Ezechiele: «profetizza contro i pastori d’Israele» (Ez 34, 2), è evidente che questo comando non gli viene dalle autorità né dalla sua stessa analisi umana – viene direttamente da Dio.

Vediamo tali esempi soprattutto nella vita di Gesù stesso. Per esempio, quando il Vangelo dice:

[I] sommi sacerdoti e gli scribi, con gli anziani, si avvicinarono e gli dissero: «Dicci con quale autorità fai queste cose, o chi è che ti ha dato questa autorità». Egli rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda; ora ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?» (Lc 20, 1-4)

Non volevano ammettere che la Sua autorità, come quella di Giovanni, veniva direttamente dal Cielo.

Il cardinale Ratzinger

Parlando del ruolo della profezia, il cardinale Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, ha dichiarato:

[L]a profezia è eminentemente il luogo che Dio riserva a Sé per intervenire personalmente e in modo ogni volta nuovo, prendendo l’iniziativa…. [A]ttraverso i carismi, [Egli] si riserva il diritto di intervenire direttamente nella Chiesa per risvegliarla, ammonirla, promuoverla e santificarla.7

Il cardinale afferma categoricamente che Dio si riserva il diritto di intervenire direttamente, e non attraverso la gerarchia, nel nostro mondo e nella Sua Chiesa, particolarmente nei tempi di crisi.

Dio parla per mezzo dei Suoi profeti; ma Gesù mette anche in guardia dai falsi profeti. È dunque evidente che occorre il discernimento. È questo il ruolo dei Pastori della Chiesa. Il che solleva la domanda: non dovremmo sottoporre questi Messaggi al loro giudizio prima di condividerli con il mondo?

Normalmente, sì.

Ma questi non sono tempi normali. Il che ci conduce al secondo punto.

2. Una crisi senza precedenti

A molti la situazione nella Chiesa sembra più o meno normale. La domenica la Messa si celebra nella loro parrocchia. I loro figli possono essere battezzati, i figli adulti sposati e i nonni sepolti. Tutto appare… normale. Parlare di una grande crisi nella Chiesa suona sconcertante, forse persino sconvolgente. Ma è proprio questo uno dei problemi che possono precipitare una crisi: la gente non se ne rende conto. Così Nostro Signore usa l’esempio dei giorni di Noè, quando la gente non si rendeva conto del castigo che stava venendo, finché non cominciò il diluvio.8 I profeti spesso dovettero destare la gente di fronte alla corruzione che era divenuta “normale”.

Avvertimenti

Già nel 1972 Papa san Paolo VI ammoniva, con una frase divenuta celebre, che “da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”, e che la Chiesa stava vivendo “una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza”.9

E nel 1976 il futuro Papa san Giovanni Paolo II disse:

Ci troviamo ora di fronte al più grande confronto storico che l’umanità abbia mai attraversato. Non credo che ampie cerchie della società americana, né ampie cerchie della comunità cristiana, se ne rendano pienamente conto. Ci troviamo ora di fronte al confronto finale tra la Chiesa e l’anti-Chiesa, tra il Vangelo e l’anti-Vangelo. Questo confronto rientra nei piani della divina Provvidenza. È una prova che tutta la Chiesa… deve assumersi.10

Purtroppo siamo giunti a credere, e questi Messaggi lo confermano, che “il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio”. Il “confronto tra la Chiesa e l’anti-Chiesa” ha raggiunto uno stadio critico.

Profezie

Molte profezie degne di fede, a cominciare dalla Scrittura e fino ai nostri giorni, hanno parlato di tempi di estrema tribolazione e angoscia, di confusione e di male per la Chiesa, anche ai livelli più alti.11 Un esempio impressionante è quello di don Stefano Gobbi, il cui libro Our Lady Speaks to Her Beloved Priests (“Ai Sacerdoti figli prediletti della Madonna”) ha l’imprimatur ed è stato promosso da molti vescovi. In esso egli afferma che la nostra Beata Madre gli ha parlato della Bestia simile a un Agnello descritta nel capitolo 13 del libro dell’Apocalisse12 e del suo rapporto con lo spirito della massoneria che si è infiltrato nella Chiesa. Lo riportiamo in appendice.

Il Messaggio attuale

Ora, abbiamo ricevuto dal Signore Messaggi che parlano di una crisi senza precedenti nella Chiesa.

Nel Messaggio intitolato È l’Ora di unirsi al Mio Esercito – Una chiamata a Sacerdoti e Vescovi, ricevuto tra il 22 e il 26 febbraio 2024, il Signore, rivolgendosi ai Vescovi, dichiara:

Avete lasciato che non solo il fumo di Satana si infiltrasse nel Mio Santuario; ma avete lasciato che tutto un esercito di demoni prendesse i vostri posti.

E avete permesso che l’usurpatore si sieda sul seggio del Mio Pietro – colui che sta compiendo il Grande Tradimento che lascerà desolata la Mia Chiesa….

Non avete riconosciuto i lupi intorno a voi. Li avete ricevuti come veri pastori. E invece di pronunciare soltanto le Mie Parole, la Mia Verità, li avete lasciati ululare e avete cominciato anche voi a imitarli.

Da questa dichiarazione e da altre di natura simile che abbiamo ricevuto, la terribile conclusione sembra chiara: Bergoglio esercita un’autorità illegittima e agisce da nemico di Cristo e della Sua Chiesa.

E le parole di Gesù a Pietro? Egli promise che le porte dell’Inferno non avrebbero prevalso contro la Chiesa fondata su Pietro (Mt 16, 18). Questo però non significa:

  • che non avremo mai papi malvagi;13
  • che la Chiesa non resterà mai senza papa per lunghi periodi;14
  • che non vi saranno mai lunghi periodi di grande confusione su chi sia il papa, compresa la presenza di antipapi.15

La storia della Chiesa ha conosciuto tutti questi avvenimenti. Né significa che, in una prova finale, l’Inferno non sembrerà trionfare, per un breve tempo, sulla Chiesa, come sembrò trionfare per un momento quando Gesù fu crocifisso e morì.

Ciò che significa è che, nonostante questi problemi riguardanti il papato, e nonostante tutti gli attacchi dall’esterno e la corruzione e il tradimento dall’interno, la Chiesa di Cristo, il Suo Corpo Mistico, trionferà.16

Molti troveranno sconvolgente la conclusione che Bergoglio sia un usurpatore e il nemico della Chiesa. Ma lo è davvero?

Per chi ha prestato attenzione, non lo pensiamo. Anche senza messaggi profetici, i segnali d’allarme dei problemi profondi della Chiesa in generale e del papato in particolare non sono mancati.

Le prove umane

Molti commentatori hanno fatto notare che da secoli i nemici della Chiesa lavorano pazientemente per infiltrarsi in essa, allo scopo di sovvertire e distruggere la sua fede, il Deposito della Fede che le è stato dato da Nostro Signore Gesù Cristo.17 I loro sforzi hanno portato alcuni uomini malvagi in posizioni di potere nella gerarchia, tra cui vescovi, cardinali e membri della Curia. Tali infiltrati hanno già fatto grandi danni. Ora, però, essi hanno «permesso che l’usurpatore si sieda sul seggio del Mio Pietro». Un attacco senza precedenti alla Chiesa.

Questi infiltrati non sono soli: lavorano di concerto con potenti élite secolari, per fini profondamente ostili a Nostro Signore e alla Sua Chiesa.

Quanto alla legittimità del papato di Bergoglio, gravi interrogativi sono stati sollevati da persone assai più competenti di noi in questa materia.18 Non pretendiamo di risolvere qui, da un punto di vista umano, tutte quelle difficili questioni: cerchiamo di trasmettere il punto cruciale che il Signore ha posto nei Suoi Messaggi a noi rivolti. Crediamo che, qualunque sia lo stato ufficiale o tecnico che studiosi e canonisti attribuiranno all’uomo che attualmente occupa il papato, quell’uomo è un usurpatore e sta conducendo l’attacco più pericoloso che la Chiesa abbia mai affrontato.

Questo attacco è tanto più pericoloso in quanto è sottile e mimetizzato, e molti cattolici non ne sono affatto consapevoli.

Molti prelati, tuttavia, hanno preso pubblicamente posizione sul grande danno che Bergoglio e i suoi atti hanno arrecato alla Chiesa; fra loro i cardinali Burke, Caffarra, Müller, Pell, Sarah e Zen; gli arcivescovi Aguer, Chaput, Lenga e Viganò; i vescovi Gracida, Mutsaerts, Schneider e Strickland, per citarne solo alcuni. Il compianto cardinale Pell, per esempio, scrivendo sotto lo pseudonimo di Demos, ha dichiarato: «I commentatori di ogni scuola… concordano sul fatto che questo pontificato è un disastro sotto molti, se non sotto la maggior parte degli aspetti; una catastrofe».19 Anche molti sacerdoti e commentatori laici riflessivi si sono espressi. Il noto filosofo inglese John Rist, per esempio, parlando della crisi bergogliana, ha detto:

Bisogna risalire alla controversia ariana per trovare qualcosa di paragonabile. Ma penso che, quanto al danno che essa potrebbe ora causare, a ciò che potrebbe accadere alla Chiesa in futuro, questa causerà più guai, più di qualunque altra cosa abbiamo visto in passato.20

Le prove dei molti modi in cui Bergoglio ha danneggiato la Chiesa – dall’erosione dell’integrità dei Sacramenti e dell’insegnamento della Chiesa sulla fede e sulla morale, all’emarginazione dei cattolici tradizionalisti, fino al tragico tradimento dei fedeli cattolici cinesi – sono abbondanti e assai troppo numerose per essere elencate qui, ma vi preghiamo di notare che abbiamo pubblicato sul nostro sito due elenchi di risorse che rimandano alle opere di molti dei prelati sopra menzionati e di altri commentatori. Vi incoraggio a dare loro un’occhiata.

Ma, per prendere solo un esempio recente, c’è la dichiarazione Fiducia Supplicans del Dicastero per la Dottrina della Fede, alla quale tanti vescovi e conferenze episcopali hanno manifestato un’aperta opposizione. Non limitandosi a metterla in discussione, ma rifiutando di conformarsi alla sua autorizzazione di benedizioni per persone che vivono in relazioni peccaminose e che si presentano come “coppia”. Una simile opposizione pubblicamente dichiarata, da parte di larghi settori dell’episcopato, a un insegnamento apparentemente approvato dal papa sembra senza precedenti nella storia moderna della Chiesa. È solo uno dei molti casi in cui gli atti di Bergoglio, invece di offrire chiarezza e luce, hanno seminato confusione e danno.

Quel danno è stato grave. La Scrittura ci insegna: «Li riconoscerete dai loro frutti… ogni albero buono produce frutti buoni, ma l’albero cattivo produce frutti cattivi» (Mt 7, 16-17). I frutti degli ultimi dieci anni hanno prodotto errore profondo, divisione e confusione e, così facendo, hanno tradito e sovvertito duemila anni di insegnamento della Chiesa.

Ci sono già stati papi immorali. Ma mai un papa apparente, un usurpatore, che facesse parte di uno sforzo potente e intenzionale di corrompere la nostra Fede cattolica e di distruggere la Chiesa.

E un papa cattivo la cui vita è chiaramente scandalosa è meno pericoloso di uno che gran parte dei media presenta come modello di compassione e di semplicità.

Lo ripetiamo: le prove umane del danno arrecato da Bergoglio sono abbondanti, e di nuovo vi incoraggiamo a esaminare le fonti che abbiamo elencato, per una comprensione più ampia di quelle prove.

Ma fondamentalmente non sono le prove umane a persuaderci, bensì la testimonianza profetica del Signore.

Detto questo, come siamo dunque chiamati a rispondere?

Le misure straordinarie richieste in tempo di crisi

I tempi normali richiedono risposte normali. Ma lo ripetiamo – questi non sono tempi normali.

San Tommaso d’Aquino insegna che una legge che in circostanze ordinarie è buona può talvolta causare un grande danno, quando le si obbedisce senza riflettere in una crisi. Così il limite di velocità è una buona legge, ma quando è in gioco la vita di una persona posso essere obbligato a infrangerlo. San Tommaso afferma: «[In] questi… casi è male seguire la legge, ed è bene mettere da parte la lettera della legge e seguire ciò che esigono la giustizia e il bene comune».21

In questi casi dobbiamo seguire una legge superiore.

È quanto afferma lo stesso diritto canonico della Chiesa. Il canone più importante della Chiesa, il canone 1752, è la misura secondo cui tutte le altre leggi canoniche vanno comprese e applicate. Esso afferma che la legge suprema nella Chiesa è la salvezza delle anime.22 Perciò, in circostanze straordinarie, leggi buone ma inferiori possono talvolta dover cedere il passo a questa legge suprema.

La crisi ariana

La crisi ariana del IV secolo offre numerosi esempi celebri della necessità di mettere da parte leggi inferiori in tempo di crisi. Come ha spiegato il cardinale san John Henry Newman, a quel tempo la maggioranza dei vescovi del mondo e persino il papa erano compromessi con l’insegnamento eretico secondo cui Gesù non era veramente Dio.23 A causa della confusione dilagante nella Chiesa, i buoni cattolici dovettero fare cose che in tempi ordinari sarebbero state sbagliate, ma che in quella crisi furono sante e devote.

Descrivendo quanto la situazione fosse divenuta disperata, san Basilio disse: «i laici migliori fuggono le chiese come scuole di empietà e levano le mani nei deserti, fra sospiri e lacrime, al loro Signore che è nei cieli».24

Sant’Atanasio fu scomunicato da centinaia di vescovi, e persino dal papa, perché teneva ferma la fede che Gesù fosse veramente Dio. Ma continuò a predicare, a celebrare i sacramenti e a ordinare sacerdoti pur non avendone il permesso.25 Erano cose che in tempi ordinari non avrebbe mai fatto, ma in quel tempo di crisi doveva obbedire alla legge superiore. E colui che un tempo fu considerato disobbediente è oggi chiamato Santo, Dottore, il Grande.

Come questi esempi indicano con tanta chiarezza, vi sono stati nella storia tempi eccezionali in cui dei fedeli hanno dovuto sottrarre per un tempo la loro obbedienza alle autorità umane – a motivo di circostanze straordinarie – per obbedire fedelmente a Dio. Vediamo che questo può essere necessario anche per noi, in questo tempo di crisi estrema.

Se è vero che un usurpatore, deciso a sovvertire la fede, siede sul trono di Pietro, dobbiamo obbedire a lui e a coloro che sono sotto il suo dominio quando comandano azioni ingiuste?

3. L’obbedienza a Dio e alle autorità umane

Dobbiamo sempre obbedire a Dio. Questo è assoluto. Nostro Signore Gesù ce ne dà l’esempio perfetto.

Quanto alle autorità umane, l’obbedienza è retta e giusta quando le loro leggi sono in armonia con la legge di Dio. Ma quando la legge umana è in conflitto con la legge di Dio, san Tommaso d’Aquino dice: «leggi di questo genere non devono in alcun modo essere osservate, perché, come è detto in Atti 5, 29, “bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”».26

Ma i santi non ci mostrano forse esempi eroici di obbedienza a ordini apparentemente ingiusti? E, per esempio, il Signore non lodò forse santa Faustina per aver obbedito alla sua superiora anziché a ciò che aveva percepito interiormente da Lui?27

Certamente. Questo è normale e buono in tempi normali. Ma questi tempi sono diversi.

Quando i superiori commettono o comandano attivamente un male grave, non si è tenuti a obbedire loro.

Non crediamo che il nostro Arcivescovo intenda fare il male. Crediamo che abbia buon cuore. Ma sta seguendo con entusiasmo Bergoglio, il quale, questo sì, crediamo stia cercando di sovvertire la Chiesa.

La disobbedienza legittima alle autorità umane

Vediamo chiaramente questa distinzione nell’esempio di Nostro Signore stesso. Egli era normalmente obbediente alle autorità umane legittime. Ma talvolta vi era un conflitto tra l’obbedire a esse e l’essere obbediente al Padre. E, in questi casi, Egli fu sempre obbediente a Suo Padre, anche quando ciò significava disobbedire alle autorità umane.

Nessuna autorità umana era più degna di obbedienza della Sua Beata Madre e di san Giuseppe. E normalmente Egli “era loro sottomesso”. Ma, a dodici anni, dovette disobbedire loro per obbedire a Suo Padre, e così rimase nel Tempio senza avvertire i Suoi genitori.

E quando venne il tempo della Sua vita pubblica, Gesù entrò presto e spesso in conflitto con i capi religiosi del Suo popolo, capi che si erano corrotti. Per esempio, quando purificò il Tempio, o quando Gli fu ordinato di non guarire di sabato, o di non perdonare i peccati, o di non predicare nel Tempio, o di non predicare nel nome di Suo Padre. In tutti questi casi Gesù obbedì a Dio piuttosto che agli uomini. E alla fine quei capi risposero condannandoLo.

Gli Apostoli davanti al Sinedrio

Consideriamo gli Apostoli quando furono imprigionati e condotti davanti al Sinedrio.

E dopo averli condotti, li fecero comparire davanti al sinedrio. E il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Vi abbiamo severamente ordinato di non insegnare in questo nome, ed ecco che avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». Ma Pietro e gli apostoli risposero: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini». (At 5, 27-29)

Giovanna d’Arco

E poi c’è santa Giovanna d’Arco. Ascoltando voci venute dal Cielo, aveva guidato eroicamente un esercito. Sotto processo davanti a un tribunale ecclesiastico, le fu

chiesto se si sarebbe sottomessa alla Chiesa qualora la Chiesa militante avesse dichiarato che le sue rivelazioni erano cose false e diaboliche, superstiziose e cattive. Rispose che si sarebbe sottomessa a Nostro Signore, di cui compirà sempre il comando, e che le sarebbe impossibile fare altro da ciò che dichiara di aver fatto per comando di Dio. Se la Chiesa militante le ordinasse di fare altrimenti, non si sottometterebbe a nessun altro che a Nostro Signore, di cui ha sempre compiuto il buon comando.28

In altre parole, anche di fronte a un’opposizione mortale da parte delle autorità della Chiesa, Giovanna tenne fermo a ciò che sapeva essere vero: l’obbedienza alla chiamata autentica di Dio deve venire per prima.

Papa Leone XIII

Purtroppo è possibile che i pastori non rappresentino fedelmente Cristo e persino che Gli si oppongano deliberatamente. Quando è così, dobbiamo seguire il consiglio di Papa Leone XIII che, riassumendo l’insegnamento di san Tommaso, dice:

Invero, dove il diritto di comandare è assente o dove si prescrive alcunché di contrario alla ragione, alla legge eterna, alla sovranità di Dio, è giusto non obbedire agli uomini per obbedire a Dio.29

Conclusione

In sintesi, dobbiamo sempre obbedire a Dio.

Normalmente, obbedire a Dio comprende l’obbedire alle autorità della Chiesa.

Ma stiamo vivendo una crisi senza precedenti. Dio ci sta dicendo che il Trono di Pietro è occupato da un usurpatore, e che non dobbiamo sottometterci né a lui né a coloro che eseguono i suoi disegni ingiusti.

Eppure Dio non ci ha abbandonati. Ci sta dando una guida speciale e diretta per condurci attraverso questa prova terribile, ma temporanea. E crediamo che Dio ci stia chiedendo di dire la Verità, le parole che Egli ci dà, anche senza permesso ecclesiastico umano.

A quanti suggeriscono che stiamo lasciando la Chiesa o che siamo scismatici, non possiamo che rispondere con un enfatico NO. Stiamo difendendo la Chiesa di Cristo e il suo Deposito della Fede. Amiamo e difendiamo il papato, ed è per questo che l’usurpazione di Bergoglio è così dolorosa. Sono coloro che deliberatamente seminano confusione e disordine e sovvertono il Deposito della Fede ad avere – peggio che lasciare la Chiesa – tradito la Chiesa.

È doloroso per la nostra comunità silenziosa essere ora vista come fonte di divisione e come disobbediente. Pensiamo alla sofferenza del profeta Geremia, che dovette pronunciare parole dure e impopolari.30 Ma lo facciamo perché cerchiamo di essere fedeli al Signore.

Ogni persona deve scegliere se essere fedele a Nostro Signore o al mondo. Crediamo che nei tempi che vengono quella scelta si farà acutamente netta.

Chiediamo le vostre preghiere. Se sbagliamo, perché siamo ricondotti alla verità. Se abbiamo ragione, perché abbiamo la forza di essere fedeli.

Preghiamo per tutti voi. Affidiamo noi stessi e tutti voi al Cuore Immacolato della Santa Madre di Dio, Madre nostra, supplicando che questo doloroso tempo di divisione nella Chiesa sia presto sanato.

La fede, perché Dio possa agire.

Gesù, confidiamo in Te! Amen.


Note

  1. Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2ª edizione riveduta e ampliata (Città del Vaticano : Washington, DC: Libreria Editrice Vaticana, 2000), 1902-1903. Cfr. anche Codice di Diritto Canonico, can. 212 § 1. ↑
  2. 2024-02-22 and 26 @GRAL Hour to Join His army – A Call to Priests and Bishops. ↑
  3. «Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni, e rendendosi conto che erano uomini senza istruzione e del popolo, si meravigliavano; e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù». At 4, 13 ↑
  4. Lc 10, 21. ↑
  5. L’introduzione si trova qui (in inglese): https://missionofdivinemercy.org/wp-content/uploads/2024/02/2024-02-28-Announcement-Listening-to-the-Lord.pdf
    Il primo Messaggio, Una Chiamata a Tutti i Figli di Dio, si trova qui. ↑
  6. Il termine “rivelazione privata” è oggi spesso usato, ma è un termine problematico. ↑
  7. Ratzinger, “Das Problem der Christlichen Prophetie”, 181. Citato in: Niels Christian Hvidt, Christian Prophecy: The Post-Biblical Tradition, 1ª edizione, Oxford University Press, USA, 2007, 80. ↑
  8. Mt 24, 38-39. ↑
  9. Papa Paolo VI, Omelia nel IX anniversario della Sua Incoronazione a Papa (Solennità dei Santi Pietro e Paolo, 29 giugno 1972). ↑
  10. Cardinale Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II), da un discorso del 1976 ai vescovi americani, ripubblicato nel numero del Wall Street Journal del 9 novembre 1978. ↑
  11. Per citarne solo alcuni: nella Scrittura abbiamo gli esempi di Daniele, di san Paolo e di san Giovanni; gli insegnamenti di numerosi Padri della Chiesa sono riassunti e interpretati dal santo e dottore Roberto Bellarmino nel suo libro sull’Anticristo, in particolare quelli del santo e dottore Ireneo, discepolo di san Giovanni per il tramite di san Policarpo; fra i santi medievali, la santa e dottore Ildegarda ricevette rivelazioni particolarmente impressionanti; e nell’età moderna abbiamo le apparizioni mariane approvate di Nostra Signora del Buon Successo, di La Salette, di Fatima e di Akita, e l’insegnamento e le rivelazioni di molti santi come il venerabile Fulton Sheen, la beata Anna Caterina Emmerich, la beata Elisabetta Canori Mora, la beata Anna Maria Taigi, san Giovanni Bosco e molti altri, e locuzioni che portano l’imprimatur come quelle date a don Stefano Gobbi. ↑
  12. Ap 13, 11-18. ↑
  13. Per esempio, la voce della Catholic Encyclopedia dedicata a Papa Giovanni XII lo descrive come “…un uomo rozzo e immorale… accusato di sacrilegio, simonia, spergiuro, omicidio, adulterio e incesto…”. ↑
  14. Per esempio, a causa delle fazioni politiche fra i cardinali, la Chiesa rimase senza papa per quasi due anni e mezzo, dagli anni 1268-1271, fino all’elezione di Gregorio X. ↑
  15. Fu il caso del Grande Scisma d’Occidente, quando vi furono tre pretendenti al papato, e persino grandi santi, come san Vincenzo Ferrer, sostennero a volte un falso papa. ↑
  16. Catechismo della Chiesa Cattolica: 675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.
    677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa. ↑
  17. Si vedano, per esempio, Taylor Marshall, Infiltration: The Plot to Destroy the Church from Within (Sophia Institute Press, 2019), padre Charles Murr, Murder in the 33rd Degree: The Gagnon Investigation into Vatican Freemasonry (pubblicato in proprio, 2022), e Mary Nicholas e Paul Kengor, The Devil and Bella Dodd: One Woman’s Struggle Against Communism and Her Redemption (TAN Books, 2022). ↑
  18. Per esempio: la rinuncia di Papa Benedetto era valida? Il processo che ha eletto Bergoglio era valido, date le norme stabilite da Papa san Giovanni Paolo nel 1996 e la loro apparente violazione da parte della cosiddetta “Mafia di San Gallo”? Ha insegnato l’eresia e si è così deposto da sé? Jorge Bergoglio intendeva davvero sostenere l’ufficio petrino?
    Quest’ultima domanda è stata sollevata esplicitamente, fra gli altri, dall’Arcivescovo Viganò: «Io credo invece che l’accettazione del Papato [di Bergoglio] sia viziata perché egli considera il Papato altra cosa rispetto a ciò che è, come il coniuge che si sposa in chiesa escludendo i fini specifici del Matrimonio e rendendo quindi nulle le nozze per vizio di consenso, appunto…. Vorrei che prendessimo in seria, serissima considerazione l’eventualità che Bergoglio abbia voluto ottenere l’elezione con il dolo, e che si prefiggesse di abusare dell’autorità di Romano Pontefice per fare l’esatto contrario di ciò che Gesù Cristo ha dato mandato a San Pietro e ai suoi Successori di fare: confermare i fedeli nella Fede cattolica, pascere e governare il Gregge del Signore, predicare il Vangelo a tutte le genti. Tutta l’azione di governo e di magistero di Bergoglio – sin dalla sua prima apparizione alla Loggia vaticana, presentandosi con quell’inquietante “Buonasera” – si è dipanata in senso diametralmente opposto al mandato petrino: ha adulterato e continua ad adulterare il Depositum Fidei, ha creato confusione e indotto in errore i fedeli, ha disperso il Gregge, ha dichiarato di ritenere l’evangelizzazione dei popoli “una solenne sciocchezza” e abusa sistematicamente del potere delle Sante Chiavi per sciogliere quel che non può essere sciolto e legare ciò che non può essere legato». “Vitium Consensus”: discorso di Carlo Maria Viganò alla Catholic Identity Conference, Pittsburgh, 1º ottobre 2023. https://exsurgedomine.it/230930-cic-eng/ ↑
  19. https://www.cal-catholic.com/the-cardinal-pell-memo-in-full/ ↑
  20. https://edwardpentin.co.uk/professor-rist-the-catholic-church-could-be-facing-a-crisis-worse-than-the-arian-controversy-of-the-4th-century/ ↑
  21. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, ST, II-II, q. 120, a. 1. ↑
  22. Codice di Diritto Canonico, can. 1752. ↑
  23. Il cardinale san John Henry Newman, Arians of the Fourth Century, appendice 5.1:13, 15-17, 20; 5.2:20. ↑
  24. San Basilio di Cesarea, Lettera 92, 2. Si veda anche la Lettera 242, 2. ↑
  25. Il cardinale san John Henry Newman, Development of Christian Doctrine, cap. 6:14. Si veda anche Michael Davies, Saint Athanasius: Defender of the Faith (Angelus Press, 2012). ↑
  26. ST, I-II, q. 96, a. 4. ↑
  27. Santa Maria Faustina Kowalska, Divine Mercy In My Soul – Diary of Sister M. Faustina Kowalska, 3ª edizione (Stockbridge, Mass.: Marian Press, 2003), 28. ↑
  28. The Trial of Jeanne d’Arc, trad. inglese di W.P. Barrett, 233.  ↑
  29. Leone XIII, sulla natura della libertà umana, Libertas (28, giugno 1888) § 13. ↑
  30. Geremia 20, 7b-9. ↑