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Introduzione
«Maria Santissima, Regina della Pace, bandisci ogni paura dai cuori dei Tuoi figli.»
L’arcidiocesi di San Antonio ha emesso una sentenza nella causa di Padre John Mary, dichiarandolo colpevole di scisma, delitto la cui pena è la scomunica. Ha inoltre disposto con sentenza la dimissione di Padre John Mary dallo stato clericale, comunemente nota come laicizzazione. Queste decisioni sono state confermate dal Dicastero vaticano per la Dottrina della Fede.
Crediamo che questa sentenza e queste pene siano ingiuste. Ma crediamo anche che il Signore non ci stia chiedendo di appellarci contro la sentenza.
Umanamente parlando, ci è stato indicato che disponiamo di solidi motivi per appellarci nel merito della causa, di cui trattiamo più in dettaglio qui sotto.1 Ma crediamo anche che le realtà concrete dell’attuale Vaticano e dell’attuale gerarchia, così profondamente infiltrati dal nemico, pesino gravemente contro la possibilità di un appello coronato da successo. Per esempio, ci appelleremmo a Victor Manuel Fernandez, del Dicastero per la Dottrina della Fede, il quale porta una responsabilità significativa in molte delle azioni più preoccupanti dell’attuale Vaticano, compresa la stesura di Fiducia Supplicans.2 E ogni decisione ultima spetterebbe a Robert Prevost (Leone), del quale il Signore ha detto che è un usurpatore che lavora per minare la Sua Chiesa.3 Sembrerebbe incoerente appellarsi a un usurpatore per ottenere giustizia.
Cosa ancora più importante, in un discernimento fatto nella preghiera abbiamo percepito che il Signore non ci incoraggiava ad appellarci, ma ad accettare per ora questa ingiustizia come parte del nostro particolare cammino nella Riconquista. In un Messaggio privato per Padre John Mary, che Suor Amapola ha ricevuto poco dopo la notifica della sentenza, il Signore ha detto:
Appellarsi a un giudice umano che non cammina con Me non servirà a molto.… Ma, figlio mio, il Nostro Piano deve avanzare; e per questo è necessario che, come il Mio Gesù è stato rifiutato da coloro che avevano il potere, perché Io l’ho permesso, sebbene non appartenesse loro per giustizia, così anche voi [plurale] … siate stati rifiutati, per aver detto e fatto ciò che Io vi ho comandato. (30 aprile 2026)
Per queste ragioni abbiamo scelto di non appellarci.
Crediamo inoltre che, data la crisi che la Chiesa sta affrontando, Dio stia chiedendo a Padre John Mary di continuare il suo ministero sacerdotale.
In questa risposta vogliamo trattare più ampiamente queste questioni.
Ma anzitutto: noi della Missione della Divina Misericordia (MDM) siamo cattolici e affermiamo tutto ciò che appartiene alla fede cattolica, compreso il ruolo che Gesù ha dato a san Pietro e ai suoi legittimi successori. Non abbiamo alcuna intenzione di lasciare mai la Chiesa cattolica. Lungi dal rifiutare la Chiesa, stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per difenderla, fino a mettere a rischio l’intero nostro ministero.
Ci scusiamo se qualcuna delle nostre parole o delle nostre azioni non è stata veramente caritatevole. Non intendiamo essere disobbedienti né irrispettosi verso la legittima gerarchia della Chiesa. Crediamo tuttavia che Dio ci chieda una testimonianza profetica proprio in difesa della Sua Chiesa.
Non abbiamo tutte le risposte alle tante domande difficili che tutta questa controversia solleva. Non siamo esperti, né teologi, né canonisti. Cerchiamo semplicemente di obbedire a Dio.
Cinque punti chiave
Vogliamo cominciare individuando cinque punti chiave. Per chi ci sostiene da lungo tempo, molto di questo sarà terreno familiare; ma per quanti hanno conosciuto MDM soltanto attraverso i Messaggi, esso offrirà una migliore comprensione di come siamo arrivati fin qui. Serve anche come breve panoramica per chi ha poco tempo.
- Primo: tutti noi dobbiamo ascoltare Dio. È questa l’intera ragione per cui esiste la nostra piccola Missione della Divina Misericordia. Ascoltare Dio comprende le parole profetiche che Egli ha dato lungo tutta la storia della Chiesa – e che sta dando ancora oggi.
- Secondo: queste parole profetiche ci aiutano a comprendere ciò che sta accadendo nella Chiesa proprio ora. La Chiesa – il Corpo Mistico di Cristo – segue il suo Signore vivendo davvero oggi la propria Passione. E quella Passione comprende qualcosa di quasi impensabile: due usurpatori successivi sul trono di Pietro.
- Terzo: MDM non è colpevole di scisma secondo il diritto stesso della Chiesa. Non stiamo rifiutando il papato. Rifiutiamo di sottometterci a uomini che, secondo la nostra coscienza, crediamo non essere veri papi. Perciò crediamo fermamente che la sentenza contro di noi non sia né canonicamente giustificata né valida agli occhi di Dio.4
- Quarto: la vera obbedienza è santa. Seguendo l’esempio di nostro Signore Gesù, dobbiamo sempre obbedire a Dio Padre. Di solito questo significa sottomissione ai vescovi della Chiesa quando agiscono con giustizia. Ma non significa – e non può significare – sottomettersi a usurpatori nei loro sforzi di distruggere la Chiesa.
- Infine: MDM continuerà il suo ministero. E vogliamo dire qualcosa di più su questo e su ciò che significa per chi ci sostiene, specialmente in una situazione che causa tanta confusione e divisione. Lo Spirito Santo ci chiama a vivere queste tensioni con pazienza, umiltà e, soprattutto, carità – anche verso coloro con cui non siamo d’accordo. Egli ci condurrà attraverso questa prova fino al grande rinnovamento della Sua Chiesa.
Ora vogliamo sviluppare ciascuno di questi cinque punti. Speriamo che questo vi aiuti sia a comprendere meglio la situazione di MDM, sia nel vostro stesso discernimento.
1. Ascoltare Dio
Al cuore della Missione della Divina Misericordia c’è qualcosa di molto semplice: il desiderio di ascoltare Dio.
Crediamo che non vi sia soluzione umana ai peggiori problemi che oggi affliggono il mondo e la Chiesa. L’unica soluzione è Dio. La buona notizia è che Dio vuole agire. E la Scrittura ci mostra, dall’inizio alla fine, che uno dei modi in cui Egli ripetutamente agisce e parla è per mezzo dei profeti.
E questo non è cessato con la morte dell’ultimo Apostolo. Anzi, san Tommaso d’Aquino insegna che Dio continua a suscitare profeti in ogni epoca, non per proclamare nuove dottrine, ma per guidare le nostre azioni.5 Si pensi a san Vincenzo Ferrer, santa Caterina da Siena, santa Margherita Maria, santa Faustina, san Giovanni Bosco, per citarne solo alcuni.
Nel mondo di oggi – e forse specialmente nella Chiesa, dove i canali ordinari che dovrebbero proclamare la verità spesso non funzionano bene – Dio continua a parlare e ad agire, anche per mezzo di parole profetiche. Ma le vere parole profetiche sono esigenti. E il Vangelo ci mette in guardia anche contro i falsi profeti. Abbiamo bisogno di pastori capaci di esercitare vero discernimento e vera prudenza. Come dice san Paolo: «Non spegnete lo Spirito Santo. Non disprezzate le profezie, ma esaminate ogni cosa; ritenete ciò che è buono» (1 Ts 5, 19-21). Purtroppo quel tipo di apertura discernente allo Spirito Santo sembra spesso mancare oggi nella gerarchia della Chiesa.
La Scrittura mostra, più e più volte, le terribili conseguenze dell’ignorare gli avvertimenti di Dio. Ma, ancora di più, le grazie che scaturiscono quando le Sue parole sono accolte.
La Chiesa ha bisogno di tornare allo spirito evangelico di una fede semplice in Dio che, con sovrana libertà, continua ad agire e a parlare in modi sorprendenti per amore e misericordia verso i Suoi figli. Un esempio luminoso oggi di un vescovo aperto allo Spirito Santo e alle grazie profetiche è il Vescovo Joseph Strickland, specialmente nei suoi messaggi Pillars of Faith.6 Questi messaggi sono semplici, prudenti e coraggiosi. Sono parole degne di un vero successore degli apostoli, e per queste ragioni li citeremo più volte nel corso della presente dichiarazione. Desideriamo però mettere in chiaro che egli non avalla la nostra dichiarazione né vi è associato.
Parlando del tema affine delle apparizioni mariane, il Vescovo Strickland ha detto:
Ai nostri giorni è accaduto qualcosa di inedito. Le apparizioni mariane non sono più discernute anzitutto in base alla loro verità.… Sono giudicate in base al fatto che siano gestibili e non destabilizzanti.… Questa non è prudenza. Questo non è discernimento. Questa non è cura dei fedeli. Questo è contenimento. E dovrebbe terrorizzarci.… Questa è l’ora non del … silenzio, ma della fedeltà.7
Da più di trent’anni ormai il Signore sta formando MDM in questa esigente scuola dell’ascolto e del discernimento delle Sue parole profetiche pronunciate oggi. È questa lunga formazione, fruttuosa ma dura, che ci ha condotti a compiere questi passi controversi. Il cammino profetico è spesso controverso. Ma sta alla radice della nostra fede cattolica. Ogni domenica, nel Credo, professiamo la nostra fede nello Spirito Santo che «ha parlato per mezzo dei profeti».
2. La Passione della Chiesa
Le parole profetiche sono dunque uno dei modi con cui il Signore ci ha guidati. Molte di queste parole riguardano la situazione della Chiesa oggi.
I Messaggi dati a MDM
I Messaggi affidati alla nostra Missione parlano della Chiesa, l’amato Corpo Mistico di Cristo, che segue il suo Signore nella Sua Passione e morte per partecipare infine alla Sua risurrezione e al Suo trionfo.
Essi rivelano che in questa immensa prova:
- la gerarchia è infiltrata e profondamente corrotta;
- la fede viene distorta;
- e, aspetto più controverso di tutti, che Jorge Bergoglio (Francesco) e Robert Prevost (Leone) sono usurpatori, ossia falsi papi.
In un Messaggio dei primi tempi della Riconquista, avendo appena parlato della Sua Passione e morte, Gesù dice:
Figli – questa è l’Ora nerissima nuovamente, di oscurità ancora più profonda e orrenda, poiché ora si tradisce con piena conoscenza e con anime che portano il Sigillo della Redenzione.8 (Non Rifiutate il Mio Dono)
Per molti queste rivelazioni profetiche saranno sconvolgenti e molto inquietanti. Potreste anche chiedervi se questa idea della «Passione della Chiesa» non sia soltanto una nostra strana trovata marginale.
Non lo è. Come si vedrà più avanti, la convinzione che la Chiesa debba attraversare la propria Passione a imitazione del suo Signore è dottrina fondamentale della Chiesa, pienamente inserita nella tradizione cattolica, ed è affermata da santi, mistici, studiosi e dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
E i nostri Messaggi, lungi dall’essere un rifiuto della Chiesa cattolica, sono una proclamazione del suo mistero divino e della fede nel suo futuro rinnovamento.
La Passione
Il Catechismo, riassumendo la Sacra Scrittura e la Tradizione, insegna che «la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti … nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione» (CCC, 675, 677).
Come Gesù crocifisso, la Chiesa sarà tradita, umiliata, torturata – e apparirà sconfitta e morta.
È una verità così decisiva, e tuttavia una di quelle di cui tanti cattolici, come constatiamo, sono del tutto ignari. Perciò vale la pena ripeterlo: il Catechismo stesso insegna che la Chiesa deve – non “può”, ma deve – attraversare la propria Passione di terribile sofferenza e tradimento prima di essere rinnovata nella gloria.
Numerose apparizioni mariane moderne mettono in guardia riguardo a questa prova.9 Ad Akita – un’apparizione mariana approvata – Nostra Signora avverte:
L’opera del demonio si infiltrerà perfino nella Chiesa, in modo tale che si vedranno cardinali opporsi a cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e osteggiati dai loro confratelli … la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi, e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore.10
Santi moderni come Faustina, Padre Pio e Papa Giovanni Paolo II hanno indicato che questa prova è in rapido avvicinamento o è già qui.
San Padre Pio avrebbe detto a Padre Gabriele Amorth, il compianto esorcista capo di Roma: «È Satana che è stato introdotto in seno alla Chiesa e in brevissimo tempo giungerà a governare una falsa Chiesa».11
Nel 1976 il Cardinale Karol Wojtyła, il futuro Papa Giovanni Paolo II, disse: «Ci troviamo ora di fronte allo scontro finale tra la Chiesa e l’anti-Chiesa, tra il Vangelo e l’anti-Vangelo».12
E anche osservatori contemporanei lo percepiscono. Il Vescovo Strickland lo ha espresso così: «In questo momento la Chiesa non sta entrando in un momento di gloria. Sta salendo il Calvario».13
Dunque, ancora una volta, questa nozione della Chiesa che attraversa la propria Passione non è qualcosa di “strano” nei nostri Messaggi. È una parte salda – anche se troppo spesso trascurata – dell’insegnamento cattolico. E un numero crescente di persone percepisce che sta accadendo ora.14
Francesco e Leone
Ed è precisamente con questa comprensione della Passione della Chiesa che possiamo capire meglio Francesco e Leone. Cattolici semplici e cattolici colti sono stati profondamente turbati dalla confusione diffusa con audacia da Francesco – e ora, in modo più sottile, da Leone. Anzi, alcuni studiosi cattolici si sono spinti oltre. Considerando tutta l’eresia, i problemi dottrinali e il danno profondo arrecato alla Chiesa da Francesco e Leone, alcuni sostengono che sia più facile conciliare gli insegnamenti cattolici sull’infallibilità e sull’indefettibilità con il fatto che questi uomini siano usurpatori e antipapi piuttosto che veri papi.15
Il Vescovo Strickland, nel corso di una profonda riflessione sulla vera autorità e sull’obbedienza nella Chiesa, ha messo in guardia riguardo alla prospettiva di una falsa autorità:
Dobbiamo anche essere consapevoli della possibilità che a un certo punto Dio permetta che un impostore sieda sulla Cattedra di Pietro…. la vera Chiesa rimarrà intatta, anche se forse, per un tempo, tornerà nelle catacombe.16
Riguardo a Francesco, il compianto Cardinale Pell scrisse: «Commentatori di ogni scuola … concordano sul fatto che questo pontificato è un disastro sotto molti o quasi tutti gli aspetti; una catastrofe».17
Lo studioso inglese John Rist ha detto che il danno causato da Francesco potrebbe essere peggiore di qualunque cosa la Chiesa abbia sperimentato in precedenza.18
E il Vescovo Strickland ha scritto senza mezzi termini: «Francesco non insegna più la fede cattolica».19 Altrove ha detto che il Vaticano di Francesco sta «smantellando … la Chiesa di Cristo[,] sostituendola … con una nuova struttura di ispirazione diabolica, la “sinodalità”, che … è una nuova Chiesa che non è in alcun modo cattolica».20
E Leone? Il Vescovo Strickland fa notare che Leone stesso «continua a ribadire che sta proseguendo ciò che il suo predecessore ha iniziato».21 Strickland definisce questa «una strategia più astuta» del nemico, nella quale il nemico «rivest[e] l’errore di abiti tradizionali»,22 osservando che, mentre il Vaticano di Leone appare spesso tradizionale e cattolico:
- «Il messaggio spesso non lo è.
- Le nomine non lo sono.
- Il silenzio di fronte all’errore non lo è.
- Il permanere di voci eterodosse in posizioni di potere non lo è.
- L’ambiguità nell’insegnamento morale non lo è».23
Siamo chiari. Il Vescovo Strickland non accusa Francesco o Leone di essere falsi papi, come fanno i nostri Messaggi. Ma ciò che lui e molti altri commentatori hanno detto sulla distruzione che questi uomini hanno causato alla Chiesa collima per molti versi con quella che crediamo essere la luce divina dei nostri Messaggi.
Le porte dell’Inferno
Sappiamo che per molti cattolici fedeli parlare di Francesco e Leone come di usurpatori è sconvolgente e molto difficile da accettare. E qualcuno potrebbe chiedere: affermazioni del genere non contraddicono forse la promessa di nostro Signore che le porte dell’Inferno non prevarranno contro la Sua Chiesa (Mt 16, 18)? È una domanda importante, che speriamo di affrontare più compiutamente in un prossimo futuro. Qui limiteremo la nostra risposta ad alcuni brevi punti.
Primo: Gesù non ha mai promesso che ci sarebbero stati risparmiati antipapi o usurpatori, o l’assenza temporanea del papato in un tempo di crisi.24 E non ha mai promesso che alla Chiesa sarebbe stata risparmiata una prova terribile per la quale non esiste soluzione umana. Ciò che ha promesso è che la Sua Chiesa alla fine trionferà. È questa la promessa nella quale possiamo confidare pienamente.
Ma quella promessa va compresa alla luce del Mistero Pasquale: quello di nostro Signore e quello del Suo Corpo Mistico, la Chiesa.
Abbiamo visto che il Catechismo insegna che la Chiesa imiterà il suo Signore nella Sua Passione. Riflettiamo su che cosa questo possa significare. Durante la Passione di Gesù, il Padre permise che la Sua divina protezione fosse ritirata per un tempo. Sembrò abbandonare Suo Figlio. Il risultato: la fino ad allora inimmaginabile bestemmia della tortura e dell’uccisione di Dio stesso, e il Suo abbandono da parte di quasi tutti i Suoi seguaci. Avevano forse trionfato le porte dell’Inferno? Certamente è così che molti devono aver sentito durante quelle terribili ore del Venerdì Santo e del Sabato Santo.
E se la Chiesa di Gesù deve imitarLo in questa sofferenza, non dovremmo forse aspettarci che la sua sofferenza sia così terribile, così misteriosa, che ancora una volta – per molti – le porte dell’Inferno sembreranno aver trionfato? Ricordiamo che il Catechismo dice che la durezza della prova della Chiesa «scuoterà la fede di molti credenti».
Ma naturalmente è precisamente nella fede che sappiamo che cosa realmente accade. L’Inferno non ha vinto duemila anni fa, e l’Inferno non vincerà ora. Gesù nella Sua Risurrezione ha trionfato sulle porte dell’Inferno. Sappiamo che il Suo Corpo Mistico, la Chiesa – per quanto attaccata, abbandonata o tradita – alla fine trionferà anch’esso. Anche se non sappiamo come né quando.
Quella vittoria non dipende da alcun uomo, ma da Dio. Come ha detto il Vescovo Strickland:
È importante ricordare che la nostra speranza non è riposta in capi umani, ma in Cristo soltanto.… Cristo è il Capo della Chiesa, ed Egli non abbandonerà mai la Sua Sposa. Anche se gli uomini vengono meno, Dio provvederà a quanto è necessario per la conservazione della Chiesa.… Perché la nostra speranza non è negli uomini. La nostra speranza è in Gesù Cristo, che regna sulla Sua Chiesa anche quando i suoi amministratori sono infedeli.25
3. Scisma e scomunica
È in queste circostanze – la Passione della Chiesa – che Padre John Mary è stato accusato di scisma e dichiarato scomunicato. Crediamo che questi atti siano ingiusti. Come abbiamo dichiarato all’inizio, affermiamo tutti gli insegnamenti della fede cattolica, compresa l’autorità del vero papato, e non abbiamo alcuna intenzione di lasciare la vera Chiesa cattolica che nostro Signore Gesù ha fondato.
Scisma?
Che cos’è lo scisma? È il rifiuto della sottomissione al papa.26 A differenza dell’eresia o dell’apostasia, lo scisma non comporta il rifiuto di alcuna verità della fede cattolica.27
Padre John Mary è stato accusato di scisma perché noi, la Missione della Divina Misericordia, abbiamo pubblicato Messaggi che identificano sia Francesco sia Leone come usurpatori e non come papi validi. E poiché crediamo, dopo un lungo discernimento fatto nella preghiera, che questi Messaggi vengano veramente da Dio, noi, in coscienza, dobbiamo ritirare l’obbedienza a questi uomini.
Questo rende Padre John Mary scismatico?
No, non se questi Messaggi sono autentici. Se questi uomini non sono papi, Padre John Mary non può essere scismatico per non essersi sottomesso a loro.
Ma se ci sbagliassimo e questi Messaggi non venissero da Dio, e Francesco e Leone fossero veri papi?28 Questo renderebbe Padre John Mary scismatico?
No. Eminenti canonisti e teologi hanno da tempo sostenuto che chi ritira la sottomissione a motivo di dubbi sinceri e gravi sulla validità di un papa non è colpevole di scisma: costui non rifiuta il papato, bensì rifiuta di sottomettersi a un uomo che egli crede non essere il papa.29
E, sebbene sia la nostra sincera fede nei Messaggi ad averci costretti a dichiarare pubblicamente che Francesco e Leone sono usurpatori, i dubbi su questi uomini non si limitano alla nostra situazione e ai nostri Messaggi. Numerosi studiosi e commentatori cattolici autorevoli offrono ragioni di tali dubbi fondandosi unicamente su prove umane.30
Dunque, ancora una volta, crediamo che Padre John Mary non sia scismatico e che questo diventerà chiaro nel tempo del Signore. Affidiamo il giudizio definitivo su questa materia alla vera autorità della Chiesa, una volta che Dio avrà dissipato la presente confusione.
Scomunica?
L’accusa di scisma ha portato alla condanna di Padre John Mary alla scomunica, la quale, se valida, significherebbe in sostanza che egli ha perduto la comunione con la Chiesa e non gli è permesso né celebrare né ricevere i sacramenti finché non si penta del suo delitto.
È una pena grave – l’ultima cosa che lui o noi desideriamo è trovarsi fuori dalla Chiesa di Cristo – e se credessimo che la scomunica sia valida e fondata, nulla varrebbe la pena di incorrervi.
Ma la scomunica può essere inflitta ingiustamente. Sant’Atanasio, sant’Arialdo, santa Giovanna d’Arco e santa Maria MacKillop furono tutti scomunicati, e a tutti fu poi resa giustizia come a figli e figlie fedeli di Cristo.
E soprattutto vi è l’esempio di nostro Signore, che morì scacciato proprio da quell’istituzione che Dio aveva stabilito come precursore e simbolo della Sua Chiesa. Dunque non tutte le scomuniche sono giuste e valide agli occhi di Dio, e crediamo che sia questo il caso anche della situazione di Padre John Mary.
Dimissione dallo stato clericale (o laicizzazione)?
La seconda pena inflitta a Padre John Mary è la dimissione dallo stato clericale, comunemente chiamata laicizzazione. Anche in questo caso prendiamo la pena molto sul serio ma, come per la pena della scomunica, crediamo che sia ingiusta e, per obbedienza a Dio, Padre John Mary non può sottomettervisi.
È importante capire che cosa questa pena fa e che cosa non fa. Il diritto stesso della Chiesa è chiaro: la sacra ordinazione, una volta validamente ricevuta, non diviene mai nulla (can. 290)31 – un sacerdote è sacerdote per sempre, «secondo l’ordine di Melchisedek». La dimissione dallo stato clericale non toglie il sacerdozio né il potere di confezionare i sacramenti; essa si limita a vietare al sacerdote, da parte di chi detiene l’autorità, di esercitare quel potere (can. 292).32 Perciò i sacramenti che un tale sacerdote celebra restano reali: in particolare, nella Messa l’ostia diventa comunque il Corpo di nostro Signore e, in certi casi, egli può ancora assolvere validamente.33 Le autorità definirebbero questi atti validi ma illeciti, vale a dire veri, eppure compiuti senza permesso.
Ma crediamo che nel caso di Padre John Mary essi sarebbero validi e insieme leciti agli occhi del Signore.
4. Rispondere a una crisi senza precedenti
Come dobbiamo dunque rispondere a questa pena che crediamo essere insieme ingiusta e invalida? E come dovreste rispondere voi che credete nei Messaggi e vi sentite chiamati a partecipare alla Missione della Divina Misericordia? Prima di guardare direttamente a queste domande, consideriamo anzitutto quale guida offra la Chiesa per rispondere a una crisi.
Siamo in una crisi?
I nostri Messaggi e un’abbondanza di prove umane indicano che la Chiesa si trova in una crisi come non se ne sono mai viste prima.
Anche qui, sappiamo che molti buoni cattolici non sono consapevoli di questa crisi perché la vita della loro parrocchia sembra normale.
È comprensibile, ma molti cattolici vigilanti ne sono consapevoli, tra cui il Vescovo Strickland, che ha detto categoricamente: «La Chiesa è in emergenza»34 e che essa «viene smantellata – non dai suoi nemici esterni, ma da coloro che, dentro le sue mura, barattano il Vangelo di Gesù Cristo con l’approvazione del mondo.… Le pecore sono disperse. I lupi portano la mitra».35
Come confermano i nostri Messaggi, non si tratta di un’esagerazione.
Lo storico Darrick Taylor ha scritto di recente che «l’affermazione secondo cui la Chiesa evidentemente non si trova in stato di emergenza sembra – ebbene, sembra folle fino alla pazzia, come di qualcuno che sta subendo una rottura psicotica con la realtà». Tra le prove più forti che Taylor addita vi sono tre documenti vaticani scritti o autorizzati da Francesco e finora ratificati da Leone – Amoris Laetitia, la dichiarazione di Abu Dhabi e Fiducia Supplicans – i quali tutti «contraddicono apertamente un insegnamento cattolico che non è soltanto antico, ma contenuto nella Divina Rivelazione».36 I presunti Vicari di Cristo stanno sfidando Cristo, e lo fanno nei loro insegnamenti pubblici, che si suppongono magisteriali. Come può questa non essere un’emergenza?
Concordiamo con Taylor che gli atti di Francesco e Leone da soli bastano a dare l’allarme. Ma c’è di peggio. Con pochissime, dolorosissime eccezioni, i pastori della Chiesa tacciono, o peggio danno apertamente il loro appoggio, mentre Francesco e Leone sabotano l’insegnamento di Cristo. Certamente questa è una delle ragioni principali per cui tanti cattolici non sono consapevoli della crisi: se i loro stessi vescovi non vedono un problema, allora un problema non ci sarà. Il silenzio dei vescovi nega ai cattolici la guida che i pastori devono loro e aggrava enormemente l’emergenza. C’è dunque da stupirsi che Dio stia suscitando voci profetiche per dare l’allarme?
L’obbedienza a Dio
Come ci chiama il Signore a rispondere quando la gerarchia è divenuta corrotta? Obbedendo a Lui. Obbedendo al Suo Vangelo. Obbedendo agli insegnamenti perenni della Chiesa. Anche se questo significa ritirare l’obbedienza ad autorità umane corrotte, quando è necessario.
Non siamo dunque chiamati a rifiutare l’obbedienza, ma a viverla nella verità.
Fin dai primi Messaggi ricevuti da Suor Amapola, il Signore ha sottolineato l’importanza della santa obbedienza. Nel 2018 le diede un’intera riflessione su questo tema e ci fece condividerla con il nostro Arcivescovo. Essa metteva in risalto l’importanza dell’obbedienza, ma anche il modo di intenderla correttamente.
Nel Messaggio il Signore ha detto che c’è «una differenza estrema tra l’obbedienza data agli uomini e l’obbedienza data a Me», e che l’obbedienza umana deve essere al servizio dell’obbedienza a Dio, ma troppo spesso non lo è.
È una riflessione molto utile su che cosa siano la vera obbedienza a Dio e la vera obbedienza all’uomo, e vi incoraggiamo a leggere l’intero Messaggio.37
Dobbiamo sempre obbedire a Dio. Il Vescovo Strickland, riassumendo l’insegnamento di san Tommaso d’Aquino,38 dice: «A Dio si deve obbedire in TUTTE le cose, mentre alle autorità umane si deve obbedire in CERTE cose».39 E la nostra obbedienza deve essere guidata dalla legge suprema della Chiesa: la salvezza delle anime.40
Normalmente l’obbedienza a Dio comprende l’obbedienza alle autorità umane, civili e religiose; ma a volte, come in una crisi, le cose possono cambiare. Il Vescovo Strickland mette in guardia contro il pericolo che si corre quando una gerarchia corrotta trasforma l’obbedienza in un’arma contro il Deposito della Fede:
Quando la Chiesa è debole e la sua guida terrena è gravemente corrotta … non vi è nulla di più grave della concezione distorta dell’autorità e dell’obbedienza che oggi troviamo così diffusa.… la stessa obbedienza che fu divinamente istituita da Dio … [viene] trasformata in un’arma da alcuni per servire i propri interessi e per allontanare dalla verità chi non sospetta nulla.41
È per questo che tanti cattolici si sentono confusi e disorientati. Troppo spesso viene loro chiesto di scendere a compromessi sulla propria fede – su Cristo unica via di salvezza, sulla giusta venerazione di Maria, sulla verità riguardo al matrimonio e alla sessualità, e su molte altre verità – e tutto questo in obbedienza a una gerarchia corrotta che manca di obbedire a Dio.
E come devono rispondere i fedeli a questa trasformazione dell’obbedienza in arma? Ancora una volta, il Vescovo Strickland:
[O]gni volta che l’uso dell’autorità reca danno a una verità divina, come quando un sacerdote o un vescovo mette in discussione il Deposito della Fede … allora chiunque ha il diritto, anzi persino il dovere solenne, di resistere a quell’errore, quali che siano le conseguenze negative alle quali può andare incontro.42
Un diritto, anzi un dovere solenne di resistere all’errore. Anche se per questo venite attaccati. Anche se vi si chiama “disobbedienti”.
E in tal caso sareste disobbedienti a Dio? No, come fa notare il Vescovo Strickland:
Lungi dal violare il principio cattolico dell’obbedienza, questa resistenza a un abuso di autorità in realtà consolida e rafforza il principio dell’obbedienza, perché è obbedienza all’autorità suprema: Gesù Cristo.
[M]olti santi e dottori della Chiesa … ci hanno parlato di un tempo che sarebbe venuto, in cui sarebbe stato necessario che i fedeli si opponessero a coloro che sembrano detenere l’“autorità” all’interno della gerarchia.43
Il Vescovo Strickland non nega dunque l’importanza della santa obbedienza rettamente intesa, ma riconosce come essa possa essere, ed è, abusata.
Esempi
Consideriamo tre santi: Padre Pio, Atanasio e Giovanna d’Arco. Tutti impegnati a obbedire a Dio. Tutti impegnati a salvare le anime.
Padre Pio obbedì ai suoi superiori nella Chiesa anche quando il loro provvedimento disciplinare era ingiusto, discernendo che Dio gli chiedeva questa obbedienza umile e sacrificale.
Il discernimento di Atanasio lo condusse a una risposta diversa. Vivendo nel quarto secolo, quando la stragrande maggioranza dei vescovi aveva abbracciato l’eresia ariana, Atanasio rimase fedele a Gesù. Scomunicato da centinaia di vescovi, e persino per breve tempo dal papa, Atanasio proseguì nondimeno la sua opera. Per difendere la fede ordinò uomini al sacerdozio in diocesi diverse dalla propria. Servì e consolò i fedeli, che spesso dovevano radunarsi in luoghi di culto improvvisati, incoraggiandoli nel loro rifiuto di sottomettersi a vescovi eretici o di partecipare alle loro liturgie. Disse ai fedeli le celebri parole: «[E]ssi hanno gli edifici [le chiese], ma voi avete la Fede apostolica».44 Tutto questo Atanasio lo fece in obbedienza a Dio.
A Giovanna d’Arco un tribunale della Chiesa ordinò di rinnegare le sue rivelazioni celesti come false e provenienti dal demonio. Pur sapendo quali terribili pene la attendevano se avesse detto di no – essere scomunicata e arsa sul rogo – ella rifiutò ugualmente. Non poteva rinnegare ciò che Dio le aveva rivelato come vero.45
Tre grandi santi. Tre diverse risposte alle autorità umane. Tutti obbedienti a Dio.
E ancora un punto riguardo a Padre Pio. La sua obbedienza è troppo spesso usata a sproposito per giustificare esattamente quella trasformazione dell’obbedienza in arma di cui ha parlato il Vescovo Strickland. Sì, Padre Pio accettò gli atti ingiusti compiuti contro di lui, ma non gli si imponeva di abbracciare un’eresia, di rifiutare comandi divini che in coscienza si sa di dover obbedire, o di sottomettersi a usurpatori. Se fosse stato altrimenti, riteniamo di poter essere sicuri che Padre Pio avrebbe negato la sua obbedienza.
Da tutto questo possiamo mettere in evidenza quattro principi chiave:
- Dobbiamo sempre obbedire a Dio.
- Dobbiamo obbedire alle legittime autorità umane entro i debiti limiti.
- Se le autorità agiscono contro le leggi di Dio, oppure non sono legittime autorità ma usurpatori, può essere necessario negare loro l’obbedienza proprio per obbedire a Dio.
- Le leggi superiori – anzitutto la salvezza delle anime – devono prevalere sulle leggi minori, specialmente in tempi di emergenza o di crisi.
La nostra situazione:
Ci sforziamo di emulare questi santi nella loro fedeltà a Dio. Nelle nostre circostanze crediamo che, come per Atanasio e Giovanna d’Arco, essere obbedienti a Dio richieda a volte di negare l’obbedienza ad autorità umane e, a maggior ragione, a usurpatori. Come dice il Vescovo Strickland:
L’obbedienza è santa. Ma l’obbedienza non ha mai significato cooperare all’erosione della Fede. Viene un momento in cui continuare ad aspettare diventa una forma di resa. Quel momento è arrivato.46
5. Andare avanti
Alla luce di tutto quanto abbiamo trattato, che cosa significa questo per il cammino futuro della Missione della Divina Misericordia – e per voi, nostri amici?
Il discernimento di MDM
Anzitutto, sappiamo che obbedire a Dio deve essere la nostra stella polare nel guidare le nostre azioni. Crediamo che in questa crisi della nostra Santa Madre Chiesa Dio stia chiedendo a Padre John Mary e a MDM di continuare il nostro ministero. Perciò, con la Sua grazia, lo faremo. Crediamo che questo sia precisamente il tempo per il quale Dio nella Sua provvidenza ha preparato MDM, e che la nostra missione sia oggi più importante che mai.
Il vostro discernimento
Ma forse vi state chiedendo: qual è la cosa giusta da fare per voi?
Comprendiamo quanto queste questioni possano essere difficili e sconcertanti per cattolici che cercano davvero di essere fedeli. Come abbiamo spesso detto, non pretendiamo di essere studiosi di diritto canonico o di teologia. Le nostre osservazioni qui sotto vengono, per la maggior parte, non da competenza accademica, ma da più di trent’anni di formazione sul campo nel cercare la volontà di Dio e nel discernere i Suoi messaggi profetici. E vengono dalla nostra fede in Gesù Cristo: dalla nostra fiducia che Egli non mancherà di guidare coloro che sinceramente cercano di seguire la Sua volontà, né di essere misericordioso verso di loro quando, cercando di farlo, inciampano. Si consideri come, durante il grande Scisma d’Occidente del quattordicesimo secolo, molti cattolici sinceri e persino dei santi fossero divisi su chi fosse il vero papa. Caterina da Siena riconobbe il vero papa, mentre Vincenzo Ferrer riconobbe per un tempo un antipapa. Eppure entrambi sono oggi annoverati tra i santi.
Perciò, in questo tempo difficile, chiedete a Dio con cuore sincero e umile di aiutarvi a discernere la Sua volontà per voi. E confidate nella Sua misericordia.
Scomunicati?
Molti si staranno chiedendo se saranno dichiarati scomunicati per il fatto di venire alla Messa alla Missione. Le nostre consultazioni canoniche indicano che è improbabile che qualcuno venga formalmente dichiarato scomunicato. Questo richiede normalmente un’indagine formale e una procedura regolare.
Ma anche se una vera e propria dichiarazione giuridica di scomunica per associazione con MDM è improbabile per i laici, la minaccia della scomunica come fattore di intimidazione e le conseguenze pratiche e sociali saranno molto reali. Esse potrebbero assumere molte forme, compresa l’esclusione da ruoli, gruppi e ministeri nelle parrocchie.
Scismatici?
Vi è poi la grave questione se, venendo alla Messa alla Missione, sareste scismatici o commettereste peccato.
Crediamo che la risposta sia no. Non se i nostri Messaggi sono veri. Non se la Chiesa si trova in una grave crisi. Rispondereste alla chiamata di Dio a stare accanto alla Sua Chiesa nella sua Passione e a unirvi alla battaglia spirituale della Riconquista.
Prendere decisioni in tempi di incertezza e confusione
Ma forse vi state chiedendo: come posso esserne sicuro?
È una domanda difficile per i cattolici di oggi. Ma non soltanto riguardo ai Messaggi che condividiamo. Uno dei segni più evidenti del nostro tempo è la confusione all’interno della Chiesa stessa: tante verità sono state messe in discussione negli ultimi decenni, persino dal Vaticano stesso. È questa la fonte più profonda dell’incertezza odierna.
Ma le voci profetiche comportano sempre, di per sé, una certa incertezza e un discernimento. Lungo la storia le persone hanno spesso dovuto decidere riguardo alla testimonianza di un profeta senza il conforto di attendere per anni un verdetto ufficiale. I profeti chiamano la gente a svegliarsi e a impegnarsi. Lo vediamo nell’Antico Testamento. Lo vediamo nel Vangelo, dove nostro Signore stesso fu denunciato dalle autorità religiose, e tuttavia le Sue pecore conobbero la Sua voce e Lo seguirono. Nei tempi critici dobbiamo spesso fare del nostro meglio in mezzo all’incertezza, senza lasciare che questa incertezza ci paralizzi. Dobbiamo discernere la volontà di Dio come meglio possiamo, e agire. Ricordiamo san Giuseppe, che si alzò immediatamente nella notte e portò la sua famiglia in Egitto sulla base di un sogno.
La nostra Madre Santissima ha dato queste parole consolanti sul discernimento in uno dei suoi Messaggi a Suor Amapola:
Figli Miei, se il Padre manda il Suo Dono, la Sua Azione, non manderà forse anche la Sua Luce, affinché possiate sapere che è Lui che agisce?
Se siete uniti a Lui per la Grazia, per la vostra Fede e la vostra umiltà, se conoscete la Sua Voce, il Suo Cuore, non riconoscerete forse la Sua Voce e la Sua Azione? (Figli Miei, Silenzio Davanti a Dio)
Perciò, benché la confusione sia una parte reale di questa prova, possiamo essere certi che Dio è misericordioso e guiderà fedelmente coloro che sinceramente Lo cercano.
Dio ci ha anche dato i mezzi ordinari del discernimento, quali il Deposito della Fede, la preghiera, i sacramenti, l’intercessione degli angeli e dei santi, la direzione spirituale e, cosa molto importante, una coscienza ben formata unita alla virtù della prudenza, la quale applica principi morali immutabili (compresi quelli secondo cui dobbiamo sempre obbedire a Dio e la salvezza delle anime è la legge suprema della Chiesa) alle nostre circostanze particolari nella ricerca del bene.47
Tutte queste risorse possono aiutarci a discernere la volontà di Dio.
Al tempo stesso vale la pena ricordare che, come abbiamo visto con santa Caterina da Siena e san Vincenzo Ferrer, persone sincere possono giungere in buona fede a conclusioni diverse senza perdere la benedizione di Dio.
Siamo giunti a credere, dopo lunghi periodi di preghiera e di discernimento, che i Messaggi che Suor Amapola riceve vengano da Dio, e che Egli ci chiami a difendere la Sua Chiesa. Ma sappiamo che non è in nostro potere trasmettervi semplicemente le nostre convinzioni. Solo Dio può mostrarvi la Sua volontà. E confidiamo che lo farà, se chiederete e discernerete sinceramente.
L’arcidiocesi vedrà senza dubbio le cose in modo diverso e potrebbe, come si è detto sopra, cercare di imporre qualche forma di conseguenze.
Infine, però, citiamo ancora una volta il Vescovo Strickland per una prospettiva utile al vostro discernimento.
La crisi nella Chiesa non sarà risolta aspettando il documento giusto, il comitato giusto o il momento giusto. La storia non è mai stata salvata così. La fede è sempre stata difesa da uomini e donne che sono rimasti in piedi quando restare in piedi costava loro qualcosa….
Siate dunque voi a restare in piedi. Restate accanto alla Madre. Restate davanti all’Eucaristia. E restate saldi – anche se restate soli.48
Riflessioni conclusive, rassicurazione e ringraziamenti
Vogliamo prenderci un momento per parlare della dolorosa confusione e divisione che molti cattolici di buon cuore stanno attualmente vivendo nella loro parrocchia, tra i loro amici e persino all’interno delle loro famiglie. Noi della Missione abbiamo sperimentato questo dolore in prima persona. Alcuni di voi sono fortemente d’accordo con noi. Altri sono fortemente in disaccordo.
I tredici anni trascorsi sotto Francesco, e ora sotto Leone, sono stati particolarmente difficili per molti cattolici fedeli che continuano a domandarsi: come può un vero Papa dire e fare cose simili? E, d’altra parte, i Messaggi che crediamo Dio ci abbia chiesto di condividere sono a loro volta visti da alcuni come fonte di divisione e come disobbedienza, come tanto spesso accade con la profezia.
Crediamo che il dolore di queste divisioni sia esso stesso parte della Passione che la Chiesa sta vivendo. Come dobbiamo dunque vivere queste tensioni? Con pazienza. Con umiltà. E, soprattutto, con carità. Confidiamo che, se lo faremo, lo Spirito Santo ci unirà in un’unità ancora più profonda – nella Sua Misericordia e nel Suo Amore – quando questo tempo di tenebra e di divisione sarà finito. Un’unità nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica rinnovata da Dio.
A coloro che ci amano ma si sentono feriti e confusi dalle nostre azioni, e a coloro che sono in ansia per noi e per le conseguenze che potremmo affrontare: vi ringraziamo per tutte le vostre preghiere, i vostri sacrifici, il vostro sostegno e la vostra premura. E sappiate che, sia che il vostro discernimento vi conduca alle nostre conclusioni sia che vi porti ad altre, voi rimanete nelle nostre preghiere.
E vi preghiamo di continuare a pregare per noi. Pregate perché, se sbagliamo, possiamo riconoscerlo umilmente, e perché, se abbiamo ragione, possiamo continuare fedelmente.
Ripetiamo ciò che Dio ci ricorda così spesso: Non temete. Siate in pace. Abbiate Fede in Lui.
Vi amo. Vi Ho riuniti nel Mio Cuore affinché con Me partecipiate, cooperiate, alla restaurazione di tutto il creato. Rimanete dunque, CON ME, nell’attesa della Mia Azione … sapendo che TUTTO è nelle Mie mani, senza timore né ansietà, nella sicurezza che siete MIEI. (In Guardia – Rimanete con Me)
Egli ci condurrà attraverso quest’ora oscura fino alla Sua luce.
Rifugiamoci nel Cuore Immacolato della nostra Madre Santissima.
Gesù, confidiamo in Te. Vieni, Signore Gesù.
Note
- Cfr. la sezione 3: “Scisma e scomunica”. ↑
- Il documento vaticano pubblicato nel 2023 che autorizza le benedizioni per le relazioni tra persone dello stesso sesso e per altre unioni irregolari e oggettivamente peccaminose. ↑
- Pur ritenendo che “Jorge Bergoglio” e “Robert Prevost” siano i modi più esatti di riferirsi rispettivamente al precedente e all’attuale occupante della Cattedra di Pietro, dato quanto il Signore ha detto di loro nei Messaggi della Riconquista, per semplicità e familiarità nel corso della presente dichiarazione li chiameremo tuttavia in generale “Francesco” e “Leone”. ↑
- Sebbene la sentenza di scisma e la pena della scomunica siano formalmente dirette al solo Padre John Mary, esse hanno evidenti implicazioni per la nostra Comunità: ecco perché parliamo spesso della situazione alla prima persona plurale. ↑
- «[I]n ogni tempo non sono mancate persone dotate dello spirito di profezia, non certo per la dichiarazione di qualche nuova dottrina di fede, ma per la direzione degli atti umani». Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 174, a. 6. ↑
- https://pillarsoffaith.net/ (in inglese). ↑
- Il Vescovo Joseph E. Strickland, A Church Without Its Mother (in inglese). ↑
- Si riferisce al sigillo del Battesimo. ↑
- Si vedano, per esempio, le apparizioni di Nostra Signora del Buon Successo e di La Salette, oltre a quella di Akita. ↑
- Il contesto di Nostra Signora di Akita e i Messaggi completi si trovano qui: Nostra Signora di Akita (in inglese). ↑
- Per Padre Pio, a quanto pare, le profezie di catastrofi naturali e provocate dall’uomo impallidivano al confronto con questa terribile verità. «Nulla di simile aveva importanza per lui», disse Padre Amorth, «per quanto terrificanti quelle cose si rivelassero, eccetto la grande apostasia all’interno della Chiesa. Era questa la questione che davvero lo tormentava e per la quale pregava e offriva gran parte della sua sofferenza, crocifisso per amore». Padre Amorth raccontò la sua conversazione con Padre Pio al giornalista spagnolo José María Zavala, che la riportò nel suo libro El secreto mejor guardado de Fátima: Una investigación 100 años después (Ediciones Martínez Roca, 2017). ↑
- Cardinale Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II), ristampato nel numero del 9 novembre 1978 del Wall Street Journal, da un discorso del 1976 ai vescovi americani. ↑
- Strickland, Passion Leads to the Resurrection (in inglese). ↑
- Per esempi tratti da un ampio spettro di cattolici – clero, religiosi e laici – che esprimono profonda preoccupazione per lo stato della Chiesa da quando Francesco è salito al potere, si vedano le Risorse sulla crisi di MDM (in inglese). ↑
- Nel suo libro Saints vs Antipopes, il dott. Edmund Mazza esamina, tra le altre questioni, l’insegnamento della Chiesa sulla possibilità che i papi commettano eresia. Egli osserva che la Chiesa ha generalmente insegnato che nessun vero papa potrebbe proclamare formalmente un’eresia. Sebbene vi sia qualche dibattito su che cosa esattamente questo significhi – per esempio, il Vescovo Athanasius Schneider è parso sostenere che un papa, pur non errando nel suo magistero straordinario, potrebbe errare in quello ordinario – il consenso schiacciante tra i teologi lungo i secoli è che anche nel suo magistero ordinario un vero papa è preservato dall’insegnare formalmente un’eresia, o quanto meno un qualsiasi errore che metterebbe in pericolo la salvezza delle anime. Da questa prospettiva sorgerebbero gravi dubbi sulla validità di un pretendente al papato che professasse pubblicamente e con ostinazione posizioni eretiche. Saints vs Antipopes: Evil in the Church of Rome Convicted & Evicted (autopubblicato, 2026), si veda in particolare il cap. 3, «Christ’s Promise: Peter’s Unfailing Faith». ↑
- Strickland, Obedience and Authority (in inglese) (corsivo aggiunto). ↑
- Cardinal Pell Memo (in inglese). ↑
- «Bisogna risalire alla controversia ariana per trovare qualcosa di paragonabile. Ma penso che, in termini di danno che essa potrebbe ora causare, di ciò che potrebbe accadere alla Chiesa in futuro, questa causerà più guai, più di qualsiasi altra cosa abbiamo visto prima». https://edwardpentin.co.uk/professor-rist-the-catholic-church-could-be-facing-a-crisis-worse-than-the-arian-controversy-of-the-4th-century/ (in inglese). ↑
- Strickland, Open Letter to the USCCB (in inglese). ↑
- Ibid. ↑
- Strickland, The Mirage of Mercy (in inglese). ↑
- Strickland, A Rose by Any Other Name (in inglese). ↑
- Ibid. ↑
- Mazza offre una prospettiva storica su come la Chiesa abbia perseverato in mezzo a interruzioni nel papato, osservando per esempio che vi sono stati periodi in cui la Chiesa è rimasta senza papa per un tempo prolungato, tra cui una volta per quasi tre anni dopo la morte di Clemente IV; che la Chiesa ha sopportato per otto anni a Roma il regno di un antipapa (Anacleto II), mentre il vero papa (Innocenzo II) dovette fuggire a nord in cerca di sostegno; e che durante il periodo dello Scisma d’Occidente persino alcuni santi furono in disaccordo su chi fosse il vero papa e chi l’antipapa. Il punto non è certo banalizzare l’importanza del papato, ma al contrario mostrare come, anche quando questa istituzione fondamentale della Chiesa ha sofferto di interruzioni e confusione, Dio ha comunque protetto la Sua Chiesa. E per quanto grave possa essere in futuro una simile interruzione, Dio continuerà a proteggere la Sua Chiesa. Saints Vs. Antipopes, 16-19, 26-31. Si veda anche l’intervista di Mazza con John-Henry Westen di Lifesite News, Saints Vs. Antipopes (in inglese). ↑
- Strickland, Passion Leads to the Resurrection (in inglese). ↑
- Il diritto canonico definisce lo scisma come «il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice [cioè al Papa] o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti» (CIC, can. 751; cfr. anche CCC 2089). ↑
- Si confonde spesso lo scisma con l’eresia e con l’apostasia. L’eresia è «l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa» (CIC, can. 751). È di questo che si rese colpevole, per esempio, Martin Lutero, negando l’istituzione del papato, il ruolo del libero arbitrio nella salvezza, il sacramento della penitenza e molte altre verità. Oppure è ciò di cui si rendono colpevoli oggi molti cattolici, per esempio negando consapevolmente e volontariamente gli insegnamenti della Chiesa sul matrimonio e sulla sessualità. L’apostasia è «il ripudio totale della fede cristiana» (CIC, can. 751). Apostata è colui che lascia il cristianesimo per un’altra religione o magari per l’ateismo. ↑
- Potremmo esserci sbagliati nel nostro discernimento riguardo ai Messaggi? È certamente una possibilità. E se dovessimo riconoscere di essere in errore, lo ammetteremmo prontamente, perché trovarci nella nostra posizione attuale è molto duro. Possiamo solo ripetere – e non entreremo in tutti gli elementi del nostro discernimento, di cui abbiamo trattato in altre occasioni – che un discernimento attento e fatto nella preghiera, protrattosi per un certo numero di anni, ci ha convinti che i Messaggi erano autentici, al punto che non avremmo potuto negarli senza credere di negare nostro Signore. In buona coscienza non avremmo potuto fare altrimenti. ↑
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Il Cardinale Gaetano, il grande commentatore dell’insegnamento di san Tommaso d’Aquino, è tra coloro che sostengono questa posizione, spiegando che una tale persona non commette il delitto di scisma, «purché sia pronta ad accettare il papa qualora questi non fosse tenuto in sospetto», cioè in dubbio. (Cfr. Gaetano, Commentarium, 1540, II-II, 39, 1.)
La posizione del Cardinale Gaetano prende sul serio il fatto che cattolici sinceri possano nutrire dubbi gravi e legittimi su un pretendente al papato, come nel caso di un antipapa, ma riconosce anche il dovere dei buoni cattolici di prestare obbedienza una volta che tali dubbi siano rimossi.
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Ancora una volta, per farsi un’idea dei molti cattolici riflessivi – clero, religiosi e laici – che hanno espresso profonda preoccupazione per gli atti di Francesco e Leone, si vedano le Risorse sulla crisi di MDM (in inglese).
È interessante notare che Padre John Mary non è il solo ad affrontare accuse di scisma in questi tempi. Da almeno cent’anni si trattava di un’accusa rarissima nella Chiesa. Ma negli ultimi dieci anni si è verificato un netto aumento dei casi di sacerdoti accusati di scisma. Forse questo riflette la profonda confusione e la ferita che la nostra Chiesa sta attualmente vivendo.
- Can. 290: «La sacra ordinazione, una volta validamente ricevuta, non diviene mai nulla». ↑
- Can. 292: «Il chierico che … perde lo stato clericale … gli è proibito di esercitare la potestà di ordine … [e] è privato di tutti gli uffici, di tutti gli incarichi e di qualsiasi potestà delegata». ↑
- La validità delle confessioni è una questione più complessa, sulla quale speriamo di tornare in un prossimo futuro. Durante il presente processo canonico, Padre John Mary non ha ascoltato confessioni. ↑
- Strickland, The Line in the Sand (in inglese). ↑
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Strickland, An Urgent Message (in inglese). Ecco un estratto più ampio:
La Chiesa che amo viene smantellata – non dai suoi nemici esterni, ma da coloro che, dentro le sue mura, barattano il Vangelo di Gesù Cristo con l’approvazione del mondo.… Le pecore sono disperse. I lupi portano la mitra. Restare in silenzio è prendere parte al peccato.… Cristo non ci chiede la nostra diplomazia: ci chiede la nostra fedeltà. Non possiamo più fingere che questi tradimenti siano semplici incomprensioni. Il mondo può chiamare questo sfida; il Cielo lo chiama verità. «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5, 29). (An Urgent Message, in inglese).
-
Taylor spiega più diffusamente perché questi documenti siano così gravi:
Negli ultimi dieci anni il Romano Pontefice, maestro infallibile e custode della Fede apostolica, ha
- emanato un documento magisteriale (Amoris Laetitia) che consente a persone in stato di peccato mortale di accostarsi consapevolmente alla Comunione, in contraddizione con le chiare parole di Gesù Cristo nella Scrittura;
- emanato la dichiarazione di Abu Dhabi, che afferma che Dio ha positivamente voluto la diversità delle religioni nel mondo; e
- emanato un documento (Fiducia Supplicans) che consente benedizioni “spontanee”, ma presunte non liturgiche, di coppie omosessuali.
E questi sono soltanto gli esempi più eclatanti. Ciascuno di questi documenti ha carattere magisteriale, e il Vaticano finora non li ha né rivisti né corretti. Sono stati emanati dalla suprema autorità della Chiesa e sono ora l’insegnamento ufficiale della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica di Roma. Questi documenti contraddicono apertamente un insegnamento cattolico che non è soltanto antico, ma contenuto nella Divina Rivelazione (Scrittura e/o Tradizione). Cosa ancora più incredibile, l’uomo incaricato di disciplinare la Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Cardinale Fernández, è stato, a detta di tutti, il ghost writer del primo di questi documenti e l’autore principale del terzo. (Waiting for a State of Emergency, in inglese).
- La Vera Obbedienza. Incoraggiamo anche la lettura della dichiarazione di MDM sull’obbedienza, Dobbiamo obbedire a Dio. Sia il Messaggio sia la dichiarazione vi daranno una comprensione più piena di ciò che crediamo il Signore ci stia chiedendo. ↑
-
Cfr. Summa Theologiae II-II, 104, 4-5:
In contrario, È scritto (Es 24, 7): «Tutto ciò che il Signore ha detto, noi lo faremo e saremo obbedienti».
…
In modo simile vi sono due ragioni per le quali un suddito può non essere tenuto a obbedire in tutto al suo superiore. La prima, a motivo del comando di una potestà superiore. Poiché, come dice una glossa a Rm 13, 2, «Coloro che resistono [Vulgata: “chi resiste”] al potere, resistono all’ordinamento di Dio» (cfr. sant’Agostino, De Verb. Dom. viii). «Se un commissario emana un ordine, dovrai eseguirlo, se è contrario alla disposizione del proconsole? E ancora, se il proconsole comanda una cosa e l’imperatore un’altra, esiterai a trascurare il primo e a servire il secondo? Perciò, se l’imperatore comanda una cosa e Dio un’altra, devi trascurare il primo e obbedire a Dio». In secondo luogo, un suddito non è tenuto a obbedire al suo superiore se questi gli comanda qualcosa in cui non gli è soggetto.
…
L’uomo è soggetto a Dio in modo assoluto quanto a tutte le cose, sia interne che esterne, e perciò è tenuto a obbedirGli in tutto. Gli inferiori, invece, non sono soggetti ai loro superiori in tutte le cose, ma soltanto in certe cose e in un modo determinato, riguardo alle quali il superiore sta tra Dio e i suoi sudditi, mentre riguardo ad altre materie il suddito dipende immediatamente da Dio, dal Quale è istruito o con la legge naturale o con la legge scritta.
- Strickland, Obedience and Authority (in inglese). ↑
- Nel Codice di Diritto Canonico il can. 1752, l’ultimissimo canone, stabilisce che si agisca «avendo presente la salvezza delle anime, che deve sempre essere nella Chiesa legge suprema». In altre parole, tutte le altre leggi della Chiesa devono essere osservate e applicate in conformità con questa legge suprema della salvezza delle anime. Nelle emergenze e in altre circostanze particolari, questo principio può richiedere di non seguire l’applicazione consueta di una legge, qualora essa entrasse in conflitto con la salvezza delle anime. Come, per analogia, si potrebbe dover superare il limite di velocità per il bene maggiore di salvare una vita. ↑
- Strickland, Obedience and Authority (in inglese). ↑
- Ibid. ↑
- Ibid. ↑
-
Atanasio, Lettera 29, frammento 7 (NPNF² vol. 4). San Basilio offre descrizioni vivide delle condizioni sopportate dai fedeli durante la crisi ariana, come riferisce Michael Davies nella sua opera Saint Athanasius: Defender of the Faith:
San Basilio dice, intorno all’anno 372: «Le persone religiose tacciono, ma ogni lingua blasfema è lasciata libera. Le cose sacre sono profanate; quelli tra i laici che sono sani nella fede evitano i luoghi di culto come scuole di empietà, e levano le mani nelle solitudini, con gemiti e lacrime, verso il Signore che è nei cieli». Ep. 92. Quattro anni dopo scrive: «Le cose sono giunte a questo punto: il popolo ha lasciato le sue case di preghiera e si raduna nei deserti, spettacolo miserevole; donne e bambini, vecchi e uomini altrimenti infermi, che se la passano miseramente all’aperto, tra le piogge più abbondanti, le tempeste di neve, i venti e i geli dell’inverno; e ancora, d’estate, sotto un sole cocente. A questo si sottomettono perché non vogliono avere parte alcuna nel malvagio lievito ariano». Ep. 242. Davies, Michael, Saint Athanasius: Defender of the Faith (edizione Kindle).
- «Nel caso in cui la Chiesa volesse che ella facesse altrimenti, contro il comando di Nostro Signore, ella non obbedirebbe per nulla al mondo. Interrogata se si sarebbe sottomessa alla Chiesa qualora la Chiesa militante avesse dichiarato che le sue rivelazioni erano cose false e diaboliche, superstiziose e cattive, rispose che si sarebbe rimessa a Nostro Signore, il cui comando ella eseguirà sempre, poiché sa che i fatti descritti nel processo furono compiuti per Suo ordine; le sarebbe impossibile fare altro che quanto dichiara di aver fatto per ordine di Dio. Se la Chiesa militante le ordinasse di fare altrimenti, ella non si rimetterebbe a nessun altro se non a Nostro Signore, il cui buon comando ella ha sempre eseguito». The Trial of Jeanne d’Arc, trad. W. P. Barrett, 233. (in inglese). ↑
- Strickland, The Line in the Sand (in inglese). ↑
- Cfr. il Catechismo, 1776-1802, per una buona trattazione della retta formazione e del retto esercizio della coscienza, nonché 1806 per una trattazione dell’importanza della prudenza come una delle virtù cardinali. ↑
- Strickland, A Church Without Its Mother (in inglese). ↑